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Capitalismo arabo/islamico. Possibilità di sviluppo economico in Algeria, Libia e Tunisia.

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19 Tale sistema di organizzazione della produzione ha le sue radici più profonde nella società italiana del XV secolo, in particolare nelle città stato in cui si afferma una borghesia commerciale nelle repubbliche di Genova e Venezia. Proprio dai modelli che nascono in queste città ha origine il capitalismo moderno, meglio conosciuto come successione di egemonie mondiali o successione di cicli sistemici di accumulazione, la cui alternanza si fonda sul passaggio da transazioni di tipo commerciale ad altre di tipo finanziario [Arrighi 1994]. In una realtà di questo genere il soggetto dominante, l’area del centro, era rappresentata dalle città italiane che detenevano il predominio nell’ accumulazione del capitale finanziario mentre una zona periferica arretrata rispetto all’Europa si formava a sud del Mediterraneo in seguito al declino dell’impero arabo, per esempio la città di Genova nel XV secolo possedeva degli insediamenti coloniali in Nord Africa [Braudel 1982, pag. 71]. A partire da questo periodo si delinea la forma dell’economia mondiale contemporanea attuale basata sull’alternanza dei cicli egemonici di accumulazione, che sono passati attraverso i secoli prima dagli olandesi agli inglesi per arrivare al ciclo attuale (sviluppatosi a partire dall’ ultimo quarto del XIX secolo), in cui la potenza dominante è quella statunitense che ha già imboccato la via del declino [Arrighi 1994] e sulla suddivisione tra paesi centrali e paesi periferici. Tale distinzione è stata tradotta nei termini di economie autocentriche (paesi centrali), i cui elementi costitutivi (settori produttivi, produttori e consumatori, capitale e lavoro) sono integrati in una singola realtà internazionale, ed economie extravertite (paesi periferici) dove l’unità degli elementi costitutivi si rivela su scala internazionale. Per fare un esempio ricordiamo che i paesi del Terzo Mondo non dispongono delle risorse finanziarie necessarie a coprire i rischi provenienti dalle fluttuazioni economiche internazionali [Arrighi pag. 406]. Infatti una tendenza che si sviluppa a partire dagli anni settanta del XX secolo è quella di trasferire i capitali “occidentali” in eccesso verso quei paesi detti semiperiferici che dispongono di riserve consistenti ed a buon mercato di petrolio greggio, determinando ulteriori difficoltà per gli stati che non dispongono di tali risorse. Un movimento dei capitali che segue un andamento di questo tipo implica che il capitale centrale muove verso la periferia se e solo se può trovarvi una remunerazione migliore. Per questa ragione possiamo parlare di capitalismo come forma di organizzazione della produzione nei paesi della periferia, tenendo ferma la definizione di economie extravertite per quanto riguarda tali contesti nazionali. In genere nei paesi
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Capitalismo arabo/islamico. Possibilità di sviluppo economico in Algeria, Libia e Tunisia.

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Grosso
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione sociale e istituzionale
  Relatore: Sergio Scamuzzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

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