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Strategie competitive nel settore aereo low-cost: casi a confronto

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6 di alcuni governi di stipulare tra loro accordi più liberali, come nel caso del Regno Unito con Olanda, Belgio ed Irlanda. La tradizione dei rapporti bilaterali infatti venne rotta, nel 1984, da un accordo stretto tra la Gran Bretagna e i Paesi Bassi con cui si liberalizzarono i servizi aerei tra i due stati. Libertà d’ingresso per i nuovi vettori, accesso a qualsiasi scalo in entrambi i Paesi, nessun controllo sulla capacità e tariffe sottoposte alla regola della doppia disapprovazione 15 furono le innovazioni rispetto agli accordi siglati dagli altri paesi europei fino a quel momento, e che avevano sempre limitato la competizione tra vettori. In breve tempo, molti altri governi stipularono intese simili; ricordiamo quelli del Regno Unito conclusi con la Germania (1984), il Lussemburgo (1985), il Belgio (1985) ed in fine l’Irlanda (1988), tutti rappresentanti un diverso grado di liberalizzazione. Anche se non mancarono atteggiamenti diametralmente opposti, infatti, se da una parte paesi come Belgio o Irlanda, soffocati da spazi aerei domestici particolarmente ristretti, si dimostrarono favorevoli ad una rapida apertura dei cieli europei, i paesi mediterranei, come Francia Spagna e Italia, conservavano un atteggiamento protezionistico nei confronti dei propri vettori nazionali ed erano meno inclini verso una liberalizzazione nazionale unilaterale, preferendo così operare in assenza di concorrenza e rifiutando qualsiasi proposta di liberalizzazione. 16 Fu questo, ad esempio il caso della Francia che, ancora nel 1990, consentiva alla sola Air France (compagnia di bandiera) di operare il collegamento tra Londra e Parigi, contro i sei vettori britannici che operavano la rotta in senso inverso. Si dovette attendere circa un decennio dall’importante ADA 17 del 1978 del Congresso statunitense con cui si aprirono le porte alla liberalizzazione del mercato statunitense tramite l’abolizione del Civil Aeronautic Board (CAB) 18 , affinché anche nell’Unione Europea fossero adottati i primi provvedimenti orientati ad una maggiore apertura alla concorrenza nel settore aereo. Uno dei fondamenti primi dell’ADA promuoveva, infatti, l’assoluta libertà di fissare, da parte di ogni vettore aereo, della struttura tariffaria più consona alle proprie esigenze. L’esperienza degli Stati Uniti nel processo di liberalizzazione del settore dell’aviazione, dimostrò che il precedente periodo caratterizzato da un forte mercato regolamentato, soffocò lo sviluppo naturale del settore, portò a tariffe eccessive, prolungò l’inefficienza e limitò la scelta del consumatore finale del servizio. Intorno alla metà degli anni ‘70, fu quindi chiaro che tale rigido regime non stava massimizzando l’efficienza economica. In particolare impediva la naturale 15 In regime di Double Disapproval una tariffa é autorizzata solo e soltanto se i governi di entrambi i paesi di partenza e di arrivo la autorizzano. 16 Belotti J. 1993. 17 Airline Deregulation Act. 18 Il CAB, al fine di assicurare un rendimento medio (yield) costante agli operatori del settore, aveva sempre rifiutato l’approvazione di tariffe troppo contenute, dato il loro potenziale effetto “destabilizzante” sul mercato.
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Strategie competitive nel settore aereo low-cost: casi a confronto

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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Auricchio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Giorgio Invernizzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 220

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