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Organizzazione della giustizia e indipendenza del giudice

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16 prossima al modello statutario, immettendo il potere giudiziario in un nuovo tessuto costituzionale nel quale, accanto ad una diversa forma di Stato, il rapporto autorità-cittadino appariva indiscutibilmente informato a valori e principi distanti da quelli dominanti durante il periodo liberale e soprattutto nel corso della dittatura 2 . Il dibattito in Seconda Sottocommissione (seconda sezione) e alla Costituente (dal 20 al 27 novembre 1947), in alcuni passaggi di elevato spessore culturale per l’autorevole intervento di insigni giuristi (da Pietro Calamandrei, a Giovanni Leone, a Mortati), pur dovendo necessariamente immergersi nella realtà storico-culturale dell’epoca, appare ancora di grande attualità rappresentando l’avvio di un confronto che, per l’elaborazione di taluni istituti e principi, si può a ragione ancora definire in corso e mai concluso. Una delle idee fondatrici, ricorrente nella maggior parte degli interventi effettuati durante i lavori della Costituente e nello stesso dibattito parallelamente condotto all’interno del mondo professionale 3 , fu certamente quella di assicurare 2 Cfr. L. Chieffi, La magistratura, Jovene, Napoli, 1998, p. 16. 3. Cfr. E. Moriondo, l’ideologia della magistratura Italiana, Bari, 1967, p. 51. Un ruolo significativo diretto , ad influenzare il dibattito alla Costituente, fu certamente svolto dal rinato organismo associativo dei magistrati che proprio nel 1946 elaborò quella che fu definita come la Magna Charta della magistratura, il cui primo punto chiedeva ai redattori della Costituzione il “riconoscimento del potere giudiziario come potere indipendente ed autonomo, emanante direttamente dalla sovranità dello Stato”.

Anteprima della Tesi di Luciano De Vita

Anteprima della tesi: Organizzazione della giustizia e indipendenza del giudice, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luciano De Vita Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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