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Organizzazione della giustizia e indipendenza del giudice

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9 Calamandrei giudicò priva di consistenza 4 , alla mercè di gruppi reazionari o nazionali, avvezzi a considerare la giustizia elusivamente come strumento per la difesa dei loro privilegi 5 . Del resto, la stessa previsione statutaria di una derivazione della Magistratura dal Sovrano, nel cui nome avrebbe dovuto amministrare la giustizia (art. 68), induceva i più a considerare l’ordine giudiziario come una mera articolazione della pubblica amministrazione, una sua appendice, al cui vertice era posto il Ministro della Giustizia e non come un “distinto potere dello Stato” 6 . Siffatta accessorietà era poi, ulteriormente comprovata da una sostanziale dipendenza 7 dei Magistrati, per tutto quanto concerneva il loro status impiegatizio (dalle nomine, ai trasferimenti, alle promozioni, ai poteri disciplinari, ecc….), da un organo politico che, pur rimanendo in teoria estraneo alle funzioni giudiziarie, finiva sempre per portare l’influsso della corrente politica da lui rappresentata in seno al governo, fino a 4 Cfr. P. Calamandrei, Indipendenza e senso di responsabilità del giudice, in opere giuridiche, a cura di M. Cappelletti, vol. I, Napoli, 1965, p.654. 5 On. P. Togliatti, Per l’indipendenza della giustizia e la dignità della magistratura, in L’Unità, del 17 luglio 1945, richiamato da F. Rigano, Costituzione e potere giudiziario, Padova, 1982, p. 44. 6 Cfr. S. Senese, Giudice (nozione e diritto costituzionale), in Dig. Disc. Pubb., vol. VII, Torino 1991, p. 202. 7 In particolare il R.D. 6 dicembre 1865, n. 2626 (ordinamento giudiziario del Regno d’Italia), la legge Orlando 24 luglio 1908, n. 438 (sul sistema disciplinare), il R.D. 14 dicembre 1921, n. 1978 (sulle promozioni)

Anteprima della Tesi di Luciano De Vita

Anteprima della tesi: Organizzazione della giustizia e indipendenza del giudice, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luciano De Vita Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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