Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'estinzione dell'impresa familiare

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

5 CAPITOLO I: L’ISTITUTO DELL’IMPRESA FAMILIARE PARAGRAFO I : LA CESSAZIONE DELL’IMPRESA FAMILIARE : LE FONTI La legge di riforma del diritto di famiglia (l. 19 maggio 1975, n. 151) ha introdotto nel codice l’art. 230bis che disciplina il nuovo istituto dell’impresa familiare. Essa ricorre, a termini di questa norma, quando uno o più familiari prestano “in modo continuativo” la loro attività di lavoro nella famiglia o nell’impresa, sempre che tale prestazione non costituisca esecuzione di un “diverso rapporto”. 2 Per familiare si deve intendere il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo. Dal dato di fatto di tale prestazione lavorativa sorgono per il familiare una serie di diritti e di poteri. Come recita la norma, egli “ha diritto al 2 F.Galgano, Diritto privato, VI, Cedam, Padova, 1989, p. 785: “ La nozione di impresa familiare trova il proprio referente concreto nello svolgimento di attività lavorativa nell’ambito familiare, sulla base di un rapporto diverso così da quello di lavoro subordinato come da quello di società. Non si tratta certo di un fenomeno nuovo, perchè anzi da sempre si è verificata la collaborazione continuativa svolta di fatto nell’impresa da parte dei familiari dell’imprenditore (si pensi, in particolare, al coltivatore diretto); nuova è, invece, la protezione giuridica loro offerta che intende superare precedenti episodi di sfruttamento: il titolare dell’impresa faceva proprio il prodotto dei familiari senza corrispondere loro null’altro che il mantenimento, sul presupposto che la prestazione lavorativa fosse da essi dovuta in conseguenza della loro soggezione alla potestà maritale e alla patria potestà o, come pur si diceva, in forza di un dovere di mutua solidarietà familiare”, In giurisprudenza: Cass. 9 giugno 1983, n. 3948, in Giust. Civ., 1983, I, p. 2625, con nota di Finocchiaro: “L’art.230bis cc. appresta una tutela minima ed inderogabile a quei rapporti di comune lavoro che si svolgono negli aggregati familiari, ricondotti in passato ad una causa affectionis vel benevolentiae, o ad un contratto innominato di lavoro gratuito: lo stesso, pertanto, non è invocabile quando i rapporti, intervenuti tra i componenti della famiglia, ed estrinsecantisi in un’attività economica produttiva, svolta con la partecipazione di tutti, trovino il loro fondamento in un diverso rapporto negoziale”.

Anteprima della Tesi di Eleonora Scarpelli

Anteprima della tesi: L'estinzione dell'impresa familiare, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Eleonora Scarpelli Contatta »

Composta da 243 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5687 click dal 10/11/2004.

 

Consultata integralmente 10 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.