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L'estinzione dell'impresa familiare

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8 alienata. Infatti l’attività produttiva può cessare anche se restano da pagare le competenze al personale o da alienare le giacenze. L’art. 230bis cc. lascia aperti interrogativi assai gravi, tra cui quello relativo alla natura dell’impresa familiare, o quello della sua collocazione, corretta o imprecisa, nel libro I del codice civile (“Delle persone e della famiglia”) e non nel libro V (“Del lavoro”). Questi interrogativi hanno sempre dato luogo a polemiche dottrinarie. Occorre quindi ricostruire l’istituto e chiederci se, al di là della sua collocazione, ci sia stata “familiarizzazione” 7 dell’impresa, e in caso affermativo, quali siano i legami e le implicazioni tra famiglia e impresa 8 . L’intento del legislatore è stato quello di apprestare una forma di tutela delle aspettative del familiare collaboratore, nell’ambito e all’interno della famiglia 9 . L’impresa familiare si caratterizza come un “momento di passaggio” 10 nell’evoluzione dell’impresa individuale in impresa societaria. La stessa terminologia, che fa 7 A. Piras, Riflessioni sull’impresa familiare e sull’azienda gestita da entrambi i coniugi, in Diritto e giurisprudenza, 1980, p.44. Si intende per familiarizzazione l’attenuazione, se non superamento, del principio gerarchico e introduzione di determinate garanzie sul terreno patrimoniale, secondo l’ottica egulitaria della pari dignità dei membri, prima negata. 8 L.Carraro, Il nuovo diritto di famiglia, in Riv.dir.civ., I, 1975, p. 100: “ Il regime patrimoniale della famiglia sembra ispirato dall’intento di stimolare la solidarietà tra i componenti della famiglia stessa. Espressione di questa solidarietà sono i nuovi istituti dell’impresa familiare e della comunione legale tra coniugi. L’impresa familiare è, a mio avviso, istituto destinato a suscitare l’attenzione degli studiosi e l’elaborazione della giurisprudenza, non solo per la sua novità, ma anche per la complessità dei problemi che essa propone: per il suo coordinamento con la teoria generale dell’impresa e dell’azienda”. 9 Cass. 27 giugno 1990, n. 6559, in Giust. Civ., 1991, I, p.667.:L’assunto è che il familiare si trovi in posizione di debolezza nel far valere le proprie pretese verso un altro familiare economicamente più potente di lui. Tanto è vero che la norma non si applica quando “sia configurabile un diverso rapporto” ; e il diverso rapporto non può che avere carattere contrattuale, con ciò stesso dimostrando (salvo prova contraria) che il familiare è stato in grado di “trattare” con il parente o l’affine imprenditore e quindi può fare a meno della tutela c.d.residuale, apprestata dall’art. 230bis. 10 F.Ferrara jr., F.Corsi, Gli imprenditori e le società, Milano, Giuffrè, 1999, p.81.

Anteprima della Tesi di Eleonora Scarpelli

Anteprima della tesi: L'estinzione dell'impresa familiare, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Eleonora Scarpelli Contatta »

Composta da 243 pagine.

 

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