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Il contributo dei distretti industriali nello sviluppo economico italiano. Il caso del distretto tessile di Prato

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2 Un’analoga interpretazione, tra l’altro, ci viene suggerita anche da uno dei più autorevoli ricercatori in materia, e cioè da Gianfranco Viesti, il quale utilizza la terminologia di distretto per indicare “tutti i casi in cui determinate produzioni si concentrano in determinati luoghi, generando economie esterne” 1 . Ma un passo successivo, utile all’identificazione del fenomeno, viene fatto da altri tre autori: Pyke, Sengenberger e Becattini (quest’ultimo considerato, a ragione, uno dei massimi esponenti della causa distrettuale e autori di numerosi trattati a riguardo), secondo i quali i distretti industriali “sono sistemi produttivi geograficamente definiti, caratterizzati da un alto numero di imprese impegnate in diversi stadi e in modi diversi nella produzione di un prodotto omogeneo” 2 . Ecco, che si cominciano così a delineare più chiaramente i contorni che ruotano attorno alla nostra trattazione; in particolare, aggiungiamo al nostro “puzzle” un nuovo tassello relativo all’elemento della specializzazione per fasi o prodotti dell’intero processo produttivo. Ma, addentrandosi nella letteratura economica, si possono riscontrare decine e decine di osservazioni a riguardo; quel che però ci serve è qualche elemento “identificativo”, capace di assegnare al distretto una sua impronta propria. Si scopre così, che nel distretto industriale vi è una divisione del lavoro tra molti operatori specializzati, in genere piccole o piccolissime imprese, che viene mediata non da qualche grande azienda, ma dalla comune impronta culturale e da un forte senso di appartenenza. Potremo così intendere i distretti come: “entità socio-economiche-territoriali caratterizzate dalla compresenza in una stessa località di un gran numero di imprese specializzate (in una o poche fasi del processo economico-produttivo di un’industria) e di una comunità di persone che ha interiorizzato un sistema di valori e di regole di comportamento che favoriscono la concorrenza e la 1 Cfr: Come nascono i distretti industriali; G.Viesti, Laterza 2000. 2 Cfr: Distretti industriali e cooperazione tra imprese in Italia: F.Pyke,G.Becattini,W.Sengenberger, Banca Toscana 1991
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Il contributo dei distretti industriali nello sviluppo economico italiano. Il caso del distretto tessile di Prato

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Trotta
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Andrea Fumagalli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 213

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