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Le crisi bancarie. Strumenti di analisi, previsione e gestione.

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Le crisi bancarie 9 L’esigenza di tutela del pubblico risparmio non rende applicabile alle banche la teoria del fallimento degli operatori come meccanismo di selezione verso maggiori livelli di efficienza del sistema 5 . Permettendo il fallimento delle banche, le negative conseguenze sulla capacità di raccolta avrebbero effetti deleteri sull’intero sistema economico. Per questo un principio applicato in tutti i paesi, anche quelli ad economia tradizionalmente più liberista, è che tale “specialità” della banca imponga una particolare vigilanza, trasparenza e controllo dell’attività creditizia. Nelle trasformazioni in corso nei sistemi bancari sono stati rilevanti gli effetti della liberalizzazione normativa, della maggiore turbolenza dei mercati a seguito della globalizzazione, dei nuovi profili di rischio conseguenti ai mutamenti del core business tradizionale. La disintermediazione, infatti, ha ridotto la capacità della funzione tradizionale del business bancario 6 di fornire sufficiente valore aggiunto. E’ diventato indispensabile ampliare e sviluppare la funzione dei servizi, per non perdere ulteriori quote di mercato e compensare l’erosione del margine d’interesse. Quest’evoluzione ha portato, a livello operativo, una nuova articolazione e complessità dei rischi d’intermediazione 7 che la banca ha dovuto affrontare. Inoltre, si deve ricordare che il sistema bancario nostrano, giustamente definito in passato la “foresta pietrificata” 8 , sta scontando le conseguenze del lungo letargo avallato dalla precedente gestione di tipo amministrativo-dirigista del settore del credito. Oggi l’industria del credito si trova in un contesto competitivo più dinamico, con maggiori interdipendenze dei mercati e maggiore volatilità 9 . Contestualmente, una bassa qualità delle operazioni attive e l’aumento delle 5 Il risparmio è un valore sociale riconosciuto e tutelato dalla Costituzione (art. 47). La banca in crisi dovrebbe essere lasciata fallire solo a condizione che le perdite non si estendano ai depositanti. 6 La funzione tradizionale è quella di trasferire fondi dai soggetti in surplus ai soggetti in deficit, definita anche funzione di “trasferimento dei saldi finanziari”, cfr. Colombini (2001), pag. 9 e pagg. 51- 52. 7 Cfr. Revell (1993), pag. 31. 8 Cfr. Patalano (1998), pag. 83. 9 Cfr. Anderloni (1999), pag. 13.
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Le crisi bancarie. Strumenti di analisi, previsione e gestione.

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Informazioni tesi

  Autore: Armando Ceccaroni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Fabiano Colombini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 214

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