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La tetralogia degli sconfitti: Billy Wilder e la società americana. ''La fiamma del peccato'', ''Giorni perduti'', ''Viale del tramonto'' e ''L'asso nella manica''

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13 Per confermare la nostra ipotesi basterebbe citare le parole di Fernaldo Di Giammatteo, laddove egli sostiene che “Wilder mostra di credere all’esistenza di un solo tipo umano, arido, spietato, sconvolto nell’intimo, corroso da un’atavica tendenza all’immoralità, negato all’ideale” 12 . Assai omogeneo, l’abbiamo accennato, risulta l’intero sistema dei personaggi all’interno della tetralogia (l’universo degli sconfitti) e le geometrie dinamiche che derivano dai loro rapporti e che attraversano i quattro film in modo ottimamente congeniato. Le figure femminili sono anch’esse di fattura assai simile e mostrano molti punti in comune in tre film su quattro. Esse sono intuitivamente divisibili in figure diaboliche e presenze salvifiche, anche se la suddivisione ideale, come vedremo nel secondo capitolo, è quella che separa i personaggi sconfitti da quelli integrati. Sul primo versante abbiamo la Phyllis Dietrichson de La fiamma del peccato, tipica “femme fatale” da film noir classico, tutta ammiccamenti sessuali e affascinante disonestà, esteticamente provocante e moralmente guasta; la Norma Desmond di Viale del tramonto, complessa figura di donna mantide e predatrice, malata nel profondo e famelica divoratrice di uomini e vecchi sogni ormai irrealizzabili; la Lorraine Minosa de L’asso nella manica, cinica e interessata donna materialista, glaciale in un ambiente torrido, che non esita a fingere artefatto amore per il marito moribondo, soltanto al fine di arricchirsi economicamente e consentirsi, in tal modo, una fuga più agevole e quindi definitiva. Sul versante opposto si collocano quelle che potremmo chiamare presenze salvifiche, appartenenti all’universo degli integrati. Fanno la loro comparsa la pura e sincera Lola Dietrichson de La fiamma del peccato, donna bambina debole ed infantile, vittima dei disegni di morte della matrigna Phyllis e breccia improvvisa nel cuore inaridito dell’irrecuperabile Walter Neff; la combattiva e amorevole Helen St.James di Giorni perduti, ragazza borghese di buone abitudini e curata esteriorità, che tenta in ogni modo di sottrarre l’uomo che ama dalle grinfie sempre più taglienti del vizio dell’alcool; la solare e vitale 12 Fernaldo Di Giammatteo, L’audacia di Billy Wilder, in “Sunset Boulevard: sceneggiatura”, edizioni Bianco&Nero, Roma, 1952, p. 15

Anteprima della Tesi di Francesco Gallo

Anteprima della tesi: La tetralogia degli sconfitti: Billy Wilder e la società americana. ''La fiamma del peccato'', ''Giorni perduti'', ''Viale del tramonto'' e ''L'asso nella manica'', Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesco Gallo Contatta »

Composta da 234 pagine.

 

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