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La Fiducie: un'analisi di diritto comparato

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5 Capitolo I Profili storici della fiducie 1.1 La fiducia nel diritto romano 2 La fiducia di diritto romano è un istituto molto antico che trova le sue origini nella prima età repubblicana quando, su iniziativa dei privati, si cominciarono a cercare modi nuovi ed alternativi a quelli fino ad allora usati per governare i passaggi di proprietà, oramai non più adatti ad una città in rapida ascesa 3 . Limitatamente alla proprietà sui beni, la fiducia poteva essere definita come un trasferimento volontario e solenne d’un diritto di proprietà 4 con il quale una parte –il costituente- trasferiva all’altra –il fiduciario- la proprietà di una cosa, mediante mancipatio 5 o in iure cessio 6 col patto che, verificatesi certe condizioni, lo stesso bene sarebbe poi stata ritrasferito in proprietà al costituente. I due momenti, quello dispositivo e quello obbligatorio, se pur distinti, sono dunque collegati e bilaterali; ad una mancipatio è affiancata, in termini di previsione obbligatoria, un’altra mancipatio con la posizione dei due soggetti invertita. 2 Nel descrivere la fiducia di diritto romano verranno tralasciati tutti gli aspetti inerenti il diritto delle persone come la manomissio degli schiavi o la coemptio fiduciae delle donne, che, essendo strettamente legati alla condizione delle persone nel periodo romano esulano dal campo di ricerca di questa tesi. Per un approfondimento su questi temi vedi MARRONE M., Istituzioni di diritto romano, 2° ed., casa editrice Palumbo, Padova, 1994, 133 e ss. e 469 e ss.. 3 DIURNI G., in Digesto disc. priv., Torino 1995, voce Fiducia e negozio fiduciario, 290 e ss.. 4 WITZ C., La fiducie en droit privé français, Economica, Parigi, 1981, 21 e ss.. 5 La mancipatio era uno dei gesta per aes et libram (cioè compiuti con il bronzo ed una bilancia) ed era un negozio formale del ius civile, utilizzabile cioè solo dai cittadini romani, era impiegata per il trasferimento sulle res mancipi di una sorta di proprietà, espressa prima in termini d’appartenenza (ex iure Quiritium) poi di diminium ed infine anche di proprietas. Era uno scambio di cosa ( fondi, cose, animali, schiavi ecc…) contro prezzo, in pratica un atto solenne che realizzava una vendita. Vedi per un approfondimento MARRONE M., Istituzioni di diritto romano, op. cit., Padova, 1994, 133 e ss.. 6 La iure cessio era anch’essa un atto formale e solenne appartenente allo ius civile. La iure cessio poteva essere impiegata per il trasferimento della proprietà su res mancipi, per gli usufrutti ed in alcuni casi anche per la cessione di eredità, avveniva davanti un magistrato (generalmente un pretore) ed era in pratica un finto processo nel quale il cessionario affermava come già sua la posizione giuridica che intendeva acquisire ed il magistrato prendeva atto della non opposizione del cedente, convalidando così il passaggio. Vedi per un approfondimento MARRONE M., Istituzioni di diritto romano, op. cit., Padova, 1994, 138 e ss..

Anteprima della Tesi di Andrea Salustri

Anteprima della tesi: La Fiducie: un'analisi di diritto comparato, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Andrea Salustri Contatta »

Composta da 282 pagine.

 

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