Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La Fiducie: un'analisi di diritto comparato

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

6 Come il suo senso etimologico indica la fiducia riposava all’origine unicamente sulla fides del costituente, che non disponeva di nessuna sanzione giuridica diretta contro il fiduciario in caso questi si rifiutasse di riconsegnare la proprietà. Secondo Gaio 7 la fiducia poteva essere cum creditore o cum amico; la prima, considerata come la prima forma di garanzia reale del diritto romano 8 , era usata per garantire i prestiti, nella pratica il costituente trasferiva i propri beni al fiduciario come garanzia per i crediti ottenuti, il fiduciario, da parte sua, aveva, in ragione del pactum fiduciae, l’obbligo di ritrasferire i beni al costituente-debitore una volta avvenuta l’estinzione del debito. Ragioni completamente diverse spingevano invece alla realizzazione della fiducia cum amico, che poteva avere coma causa la custodia di un bene (un po’come il nostro deposito) od anche un semplice prestito d’uso, per il quale la parte avrebbe ritrasferito la proprietà all’altra parte su semplice richiesta 9 . La fiducia cum amico ha dei risvolti che ci permettono di meglio capire il ruolo della fides nel mondo romano; questa tecnica poteva essere usata infatti anche con l’intento di tutelare gli interessi patrimoniali del costituente in termini di salvaguardia della proprietà e di difesa giuridica della stessa da chicchessia, si tratta in questo caso di una fiducia “pura” 10 , perché realizzata nel preminente interesse del costituente e con i maggiori oneri a carico del fiduciario. Va sottolineato che la fiducia non imponeva forzatamente il passaggio nel possesso del bene, se infatti così non avveniva la proprietà veniva riacquistata con il semplice decorrere del tempo e senza nessuna formalità; si parla in proposito di usureceptio 11 , una sorta di usucapione che differiva da quello ordinario per il tempo (di solo un anno anche in caso d’immobili) e dalla iusta causa, dalla quale si poteva trascendere. 7 “Sed fiducia contrahitur aut cum creditore pignoris iure, aut cum amico, quo tutius nostrae res apud eum sint” GAIO, Istituzioni di Gaio e Giustiniano, ist. 2, 60. Ed. Simoni, Napoli, 1995. 8 WITZ C., La fiducie en droit privé français, Economica, Parigi, 1981, 24. 9 MARRONE M., Istituzioni di diritto romano, 2° ed., casa editrice Palumbo, Padova, 1994, 469. 10 DIURNI G., in Digesto disc. priv., Torino, 1995, voce Fiducia e negozio fiduciario, 292. 11 GAIO Istituzioni di Gaio e Giustiniano, 2, 61, nota precitata.

Anteprima della Tesi di Andrea Salustri

Anteprima della tesi: La Fiducie: un'analisi di diritto comparato, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Andrea Salustri Contatta »

Composta da 282 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3193 click dal 15/11/2004.

 

Consultata integralmente 19 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.