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La Fiducie: un'analisi di diritto comparato

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9 petitio fidecommessi le giuste pretese dei beneficiari frodati 18 . Sempre nello stesso periodo s’instaurò anche la giurisdizione dei consoli in materia di fidecommessi, resa poi permanente dall’imperatore Claudio, che istituì due pretori fidecommessi 19 . Per ciò che riguarda la forma del fidecommesso questa era libera ed era possibile disporre il fidecommesso sia in un testamento che in un codicillo (confermato oppure no) come era anche possibile creare dei fidecommessi oralmente o con un cenno d’assenso 20 . Così com’era libera la forma per creare un fidecommesso così lo era la formula della revoca, che poteva essere espressa o tacita; l’efficacità era legata all’accettazione dell’onerato, che aveva anche la possibilità di trasmettere ai suoi eredi il diritto al lascito, anche se solo dopo il dies cedens, solitamente coincidente con la morte del disponente. La codificazione delle norme sui fidecommessi aprì una nuova fase per questo istituto; i consoli infatti prima di accogliere le lamentele dei beneficiari frodati avevano l’onere di verificarne la legittimità, ovvero di verificare che questi non fossero stati creati per aggirare un’incapacità di ricevere degli eredi (scopo primo dei fidecommessi) e quindi in frode alla legge. La stretta operata dai consoli non fece tuttavia cadere in desuetudine la pratica dei fidecommessi, che presentava comunque dei vantaggi di forma rispetto ai legati e soprattutto garantivano la possibilità di gestire una trasmissione successiva dei beni successori. In altre parole, invece di dovere consegnare i beni immediatamente l’erede od al legatario (oppure allo scadere di una condizione precisa o di una data certa), i fidecommessi potevano agire come una sorta di esecutori testamentari 21 e posticipare la consegna dei beni; altro vantaggio fondamentale che il fidecommesso permetteva era quello d’assicurare la conservazione del patrimonio familiare, soprattutto tramite la sostituzione fidecommissaria di cui ci accingiamo a parlare. 18 Fu questo il primo caso di cognitio extra ordinem, per cui si impegnò un processo che non era né per legis actiones né per formulas. Vedi MARRONE M., Istituzioni di diritto romano, op. cit., Padova, 1994, 114 e ss… 19 WITZ C., la fiducie en droit privé français, Economica, Parigi, 1981, 28. 20 MARRONE M. Istituzioni di diritto romano, 2° ed., casa editrice Palumbo, Padova, 1994, 679 ess.. 21 WITZ C., la fiducie en droit privé français, Economica, Parigi, 1981, 28.

Anteprima della Tesi di Andrea Salustri

Anteprima della tesi: La Fiducie: un'analisi di diritto comparato, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Andrea Salustri Contatta »

Composta da 282 pagine.

 

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