Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

In the shadow of no towers. Art Spiegelman disegna l'11 Settembre

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

__________________________________ Art Spiegelman disegna l’11 Settembre 7 incentrata sulla lettura di segni fermi, stampati su un supporto, il più delle volte, cartaceo. In altre parole ogni albo di fumetti è di fatto, a suo modo, un libro.” 1.3 Nascita del fumetto negli Stati Uniti: Yellow Kid La nascita dei fumetti è strettamente legata allo sviluppo industriale che ha determinato la diffusione dei quotidiani. Verso la fine del XIX secolo il giornalismo americano poteva essere considerato il più vivo, agile e progredito del mondo (Gubern, 1975:15), e non a caso i fumetti nascono e si diffondono nei quotidiani americani. Spiegelman, nel ripercorrere la nascita del fumetto, sottolinea la distanza e al tempo stesso la vicinanza di quell’evento: “About a hundred years and two blocks away from Ground Zero, Joseph Pulitzer and William Hearst, the twin titans of modern journalism, gave birth to the newspaper comic strip” (Spiegelman, 2004a). Joseph Pulitzer, proprietario del New York World, decise di inserire nel supplemento domenicale dedicato alla pubblicazione di disegni e storie illustrate, la serie Hogan’s Alley di Richard F. Outcault sperando di incrementare le vendite. Il 16 febbraio 1896 è la data storica per quella che si può considerare la nascita del fumetto: una vignetta di tre quarti di pagina che ha come sfondo un quartiere malfamato di New York e un ragazzino calvo, con le orecchie a sventola e un camicione giallo che gli arriva fino ai piedi e dal quale prende il nome di Yellow Kid. In questa prima tavola non appare ancora il balloon, la “nuvoletta” che fornisce “l’audio”, ma Outcault ricorre alla tecnica delle iscrizioni su insegne, cartelli, muri, e in particolare, sulla camicia di Yellow Kid per esprimere i pensieri e i sentimenti dei personaggi (Gubern, 1975:17). Il più serio rivale del New York World, in quel periodo, era il New York Journal di proprietà di Hearst che intuì immediatamente la grande importanza commerciale dei supplementi domenicali (Gubern, 1975:19) e che convinse Outcault a lavorare per lui. Tuttavia Pulitzer non si rassegnò e assunse un nuovo disegnatore, George B. Luks, continuando così a pubblicare le avventure di Yellow Kid che coesisterà con “l’altro” Yellow Kid del disegnatore originale. I nuovi fumetti incontravano un vasto consenso e offrivano un passatempo ideale a vasti strati di immigrati che, non avendo padronanza dell’inglese, non leggevano libri e ritrovavano nella lingua sgrammaticata di Yellow Kid il loro modo di parlare inglese (Gubern, 1975:21). Inoltre il pubblico che leggeva i

Anteprima della Tesi di Ylenia Bellantoni

Anteprima della tesi: In the shadow of no towers. Art Spiegelman disegna l'11 Settembre, Pagina 5

Laurea liv.I

Facoltà: Scuola sup. di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori

Autore: Ylenia Bellantoni Contatta »

Composta da 58 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2094 click dal 16/11/2004.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.