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Verso un'Italia federale. Dalla Riforma del Titolo V al disegno di legge sulla devoluzione.

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6 degli elettori del Settentrione d’Italia, costringendo i partiti a recepire almeno in parte le idee autonomiste e federaliste della Lega, per non restare spiazzati e perdere ulteriori consensi. La “conversione” federalista di gran parte delle forze politiche e sociali, e della classe politica locale, in effetti ha favorito il varo, nell’arco di tutto il decennio, di alcune riforme autonomiste (vedi tabella 1). Tuttavia, nonostante l’apparente unanimità di consensi che si è creata nel nostro paese sul federalismo, il processo di riforma delle autonomie regionali e locali, lungi dall’essere facilitato da un ampio accordo tra le forze politiche, è stato ostacolato dalla presenza di aspirazioni contrastanti e caratterizzato da un rilevante conflitto fra le coalizioni e al loro stesso interno, con il coinvolgimento anche di associazioni di categoria, sindacati, associazioni di regioni, province e comuni. Spesso l’appoggio al federalismo in Italia viene motivato da ragioni di efficienza delle istituzioni, come la speranza in un governo più vicino ai cittadini e meglio capace di conoscerne e realizzarne aspirazioni e interessi, variabili a seconda della comunità locale di appartenenza. Tuttavia c’è ragione di credere che queste siano soltanto le motivazioni proposte alla pubblica opinione, diverse però da quelle effettivamente sentite dagli attori politici e istituzionali. Quanto a questi ultimi è più convincente ipotizzare motivazioni diverse: a) Da parte della Lega Nord, la volontà di decentrare i poteri per contare di più nella formulazione delle politiche pubbliche destinate al suo elettorato, concentrato nel Settentrione. Inoltre la credenza che gli italiani del Nord abbiano interessi e aspirazioni irrimediabilmente diverse da quelle degli italiani del Centro-Sud, e quindi che sia necessaria un’articolazione del potere che consenta l’adozione, in ciascuna parte del paese, di scelte il più possibile indipendenti da quelle dell’altra parte. b) Da parte delle forze della Casa delle Libertà la credenza che i problemi siano meglio risolvibili col mercato che con l’intervento pubblico, che la privatizzazione dei più importanti servizi sia meglio raggiungibile in un sistema istituzionale con forti autonomie, nonché la volontà di rappresentare gli interessi di quanti operano come imprenditori nel mercato medesimo. Ciò può spiegare l’insistenza per l’adozione, insieme col federalismo e il connesso principio di sussidiarietà istituzionale, anche del principio di sussidiarietà sociale, che

Anteprima della Tesi di Paolo Misiani

Anteprima della tesi: Verso un'Italia federale. Dalla Riforma del Titolo V al disegno di legge sulla devoluzione., Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Paolo Misiani Contatta »

Composta da 230 pagine.

 

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