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Verso un'Italia federale. Dalla Riforma del Titolo V al disegno di legge sulla devoluzione.

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7 appunto pone un limite al diritto dei pubblici poteri ad intervenire nella soluzione di problemi collettivi. D’altronde si spiega come il Centrosinistra e Rifondazione Comunista, maggiormente fiduciose nell’intervento pubblico, abbiano spinto per formulazioni più deboli della sussidiarietà sociale o abbiano cercato di togliere il problema dall’agenda. c) Da parte di regioni, province e comuni, la volontà di accentrare più poteri nelle proprie mani, in competizione sia tra loro che con lo Stato, in questa fase comunque costretto a cederne perché considerato inadatto alla soluzione di certi problemi e perché messo in discussione dal risveglio delle identità locali in Italia come in tutta Europa. Al primo Governo Berlusconi seguirono, causa la rottura dell’alleanza Polo-Lega, il Governo tecnico Dini, le elezioni politiche del 1996 vinte dall’Ulivo e i governi Prodi (1996-98), D’Alema (1998-2000) e Amato (2000-2001). Le elezioni politiche del 2001, come è noto, hanno visto il successo della rinnovata alleanza Polo-Lega nella Casa delle Libertà e il ritorno al Governo del leader di FI Berlusconi. Nella tabella 1 sono passate in rassegna le tappe fondamentali compiute dal 1971 ad oggi sulla via, impervia e a tratti non ben delineata, del mutamento istituzionale e costituzionale. Nel complesso fino al 2001 tutti i tentativi esperiti avevano raggiunto risultati assai modesti in rapporto al tempo trascorso e al lavoro di elaborazione svolto dai vari promotori di riforme. Ogni volta la necessità di maggioranze ampie, le contingenze della politica, le elezioni anticipate, gli stessi contrasti sul merito delle riforme da attuare, nonché i timori che esse andassero a vantaggio degli avversari politici, avevano travolto il processo riformatore a metà del cammino. Erano state possibili soltanto riforme di singoli articoli della Costituzione oppure di leggi ordinarie, spesso con inerzia nell’attuazione ed effetti innovativi molto limitati. In particolare dopo la costituzione del Governo D’Alema (1998) era ancora sentita nella classe politica la delusione per il fallimento della Commissione Bicamerale da lui stesso presieduta, tanto da indurre lo stesso Presidente del Consiglio a intervenire direttamente presentando un progetto di legge governativo di riforma del Titolo V della Costituzione (marzo 1999) che riprendeva le conclusioni della Commissione
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Verso un'Italia federale. Dalla Riforma del Titolo V al disegno di legge sulla devoluzione.

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Informazioni tesi

  Autore: Paolo Misiani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Alberto Martinelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 230

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