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Verso un'Italia federale. Dalla Riforma del Titolo V al disegno di legge sulla devoluzione.

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9 successivo, ha impattato sul fatto che la sua attuazione è stata demandata proprio alla coalizione che si era fortemente opposta alla sua deliberazione, e che era portatrice di un progetto alternativo. Occorre infatti tenere conto che, per quanto riguarda le leggi costituzionali come il Titolo V, molta dell’attuazione compete al medesimo Parlamento che deve provvedere con leggi ordinarie attuative di certi articoli del testo costituzionale, nonché al Governo che deve intervenire con decreti delegati per trasferire le funzioni amministrative e le risorse umane e materiali connesse. Pertanto l’attuazione del Titolo V si presentava problematica già mesi prima della sua stessa approvazione referendaria, candidandosi a entrare nella casistica dell’implementazione fallita sotto l’impatto della congiuntura politica. D’altronde la formulazione della stessa riforma costituzionale alternativa della Casa delle Libertà, la cosiddetta devoluzione, non sembrava avere prospettive molto migliori, considerate le ben diverse aspirazioni costituzionali delle forze politiche al governo nella XIV Legislatura, in particolare Alleanza Nazionale e UDC da una parte, e Lega Nord dall’altra. I primi mesi dopo la vittoria della Casa delle Libertà hanno mostrato subito la concordia dei vincitori nel disapplicare la riforma varata dal Centrosinistra, ma anche la discordia in merito all’alternativa a questa riforma. Dapprima il Ministro per le Riforme Istituzionali Bossi ha proposto una ambiziosa revisione di diversi articoli della Costituzione, per fare esprimere una parte della Corte Costituzionale dalle autonomie, destituire i giudici costituzionali in carica, elencare espressamente (fermo restando il principio della competenza residuale introdotto dal nuovo Titolo V) alcune delle materie di competenza regionale, eliminare il vincolo del diritto internazionale ed europeo dalle leggi di Stato e regioni, consentire alle regioni l’attivazione di competenze esclusive in materia di sanità, istruzione e polizia locale. Poi, di fronte alle contestazioni dei suoi alleati, ha dovuto ridimensionare il suo progetto alla sola aggiunta di un comma al IV dell’art.117, con la previsione dell’attivazione delle competenze esclusive regionali. Fra il 2002 e il 2003 il Parlamento è stato impegnato nella discussione di questa proposta di legge nonostante il fatto che la stessa maggioranza promotrice la considerasse incoerente col resto del testo costituzionale, e che la stessa Lega Nord

Anteprima della Tesi di Paolo Misiani

Anteprima della tesi: Verso un'Italia federale. Dalla Riforma del Titolo V al disegno di legge sulla devoluzione., Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Paolo Misiani Contatta »

Composta da 230 pagine.

 

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