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Verso un'Italia federale. Dalla Riforma del Titolo V al disegno di legge sulla devoluzione.

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10 con ogni probabilità la considerasse solo uno strumento di propaganda elettorale piuttosto che aspettarsi davvero la sua approvazione definitiva. Nel frattempo ne è stata rallentata la discussione sulla legge di attuazione del nuovo Titolo V, approvata solo a maggio del 2003. Sul federalismo fiscale il Governo si è mosso a ritroso rispetto alle politiche seguite dall’Ulivo, non solo rifiutandosi di definirne i principi, ma riducendo la base imponibile della più importante imposta regionale (l’IRAP), tagliando i trasferimenti a regioni ed enti locali, limitando l’imposizione fiscale e la spesa delle autonomie, il tutto con insufficiente compensazione mediante quote del gettito di tributi erariali. Non sono state definite né le funzioni fondamentali degli enti locali né i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali. Il 14 aprile 2003 la devoluzione è stata approvata in I lettura alla Camera dei Deputati (dopo esserlo stata al Senato) quando pochi giorni prima il Governo aveva presentato un nuovo proposta di legge di riscrittura dell’art. 117, con abolizione delle competenze legislative concorrenti, attribuzione alle regioni delle competenze esclusive di cui al disegno di legge sulla devoluzione, ma anche reintroduzione del concetto di interesse nazionale come limite negativo alle competenze legislative regionali, autonomia speciale per Roma nell’ambito della Regione Lazio e abolizione del procedimento pattizio per trasferire ulteriori competenze. Ciò era risultato della mediazione con l’UDC e AN e segnava, dal punto di vista della Lega, un arretramento. Nonostante il fatto che il Titolo V della Costituzione sia stato effettivamente riscritto, tutta la successione di eventi dal 2001 ad oggi sembra purtroppo riproporre quanto accaduto nei decenni precedenti: continui tentativi di riforma travolti a metà del cammino (di approvazione o di attuazione) dal cambiamento del quadro politico, dall’uso strumentale della questione come arma di propaganda elettorale, dalla diffidenza negli interlocutori, dal timore che la realizzazione di riforme costituzionali potesse avvantaggiare gli avversari in termini di potere, dall’irrompere di proposte alternative (a loro volta destinate ad essere superate in breve tempo) e, a partire dagli anni Novanta, anche dalla presenza nella classe politica di aspirazioni costituzionali profondamente diverse in merito al carattere

Anteprima della Tesi di Paolo Misiani

Anteprima della tesi: Verso un'Italia federale. Dalla Riforma del Titolo V al disegno di legge sulla devoluzione., Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Paolo Misiani Contatta »

Composta da 230 pagine.

 

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