Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il gioco del calcio come fenomeno sociale tra rappresentazione e realtà

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

17 1.2.1 - LO SPAZIO SOCIALE DEGLI ATTORI: LA RIBALTA E IL RETROSCENA Goffman dal punto di vista degli attori divide lo spazio sociale in due categorie che lui definisce ribalta e retroscena 13 e adotta il termine “équipe di rappresentazione” 14 per riferirsi a qualsiasi complesso di individui che collaborano nell’inscenare una singola routine. 15 1.3 - LA MESSA IN SCENA E IL SELF: CHIAREZZA METODOLOGICA Si rimanda alle citazioni che seguono per la comprensione rispettivamente, delle competenze del self goffmaniano e della sua evanescenza, per giungere alla formulazione di un self tutto sociale e svuotato di implicazioni psicologiche, dato che il self è incarnato nelle situazioni. Goffman sostiene che: << L’osservazione del fatto che ognuno di noi rappresenta se stesso dinanzi agli altri non è certo originale; quello che, concludendo, dovrebbe essere sottolineato è che la stessa struttura del sé può esser vista in termini 13 Wallace & Wolf, La teoria sociologica contemporanea, Bologna, Il Mulino, 1994, pp. 302-303, gli autori aggiungono: << Pertanto la scena comprende ogni cosa osservata dagli spettatori mentre l’attore recita; è quindi il luogo principale in cui l’attore esercita il controllo delle impressioni, cercando di evitare ogni cosa che possa risultare inappropriata al copione. Al contrario il retroscena è un luogo chiuso e nascosto alla platea dove si gestiscono le tecniche di controllo delle impressioni […] Inoltre nel retroscena l’interprete può rilassarsi o, come suggerisce Goffman, “può abbandonare la sua maschera, le sue battute e uscire dal personaggio. Il retroscena è il luogo dove l’attore non ha bisogno del controllo delle impressioni, può essere finalmente se stesso >>. 14 Goffman, La vita quotidiana come rappresentazione, Bologna, Il Mulino, 1969, pp. 97-100, Goffman scrive: << Esse costituiscono un punto di riferimento imprescindibile se si vogliono studiare come vengono create e controllate le impressioni, i problemi cioè che si presentano nel suscitare un’impressione e le tecniche per affrontarli. Ogni componente dell’équipe è obbligato a fidarsi della buona condotta e del comportamento dei suoi compagni, e questi, a loro volta, sono obbligati a fidarsi di lui: si sviluppa quindi necessariamente un vincolo d’interdipendenza reciproca fra di loro >>. 15 Ivi, Goffman aggiunge: << Ci sarà un retroscena con gli utensili per plasmare il corpo, e una ribalta con i suoi arredi permanenti. Ci sarà un’équipe di persone la cui attività sul palcoscenico, in connessione con gli arredi a disposizione, costituirà la scena dalla quale emergerà il sé del personaggio rappresentato, e un’altra équipe – il pubblico – la cui attività di interpretazione sarà necessaria per questa apparizione >>.

Anteprima della Tesi di Davide Quaglio Cotti

Anteprima della tesi: Il gioco del calcio come fenomeno sociale tra rappresentazione e realtà, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Davide Quaglio Cotti Contatta »

Composta da 133 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8080 click dal 17/11/2004.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.