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Quasimodo traduttore di Neruda

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4 forme iterative e le aggettivazioni fisse, ma opera una selezione delle parti da tradurre: Qualcuno mi rimprovera questo “amore” per le antologie di opere costruite e complesse; ma sappiamo tutti che un poema non è mai completamente toccato dalla grazia; e chi traduce, poi, sa più degli altri, dovendo leggere tutto il testo, dove il canto decade al limite dell’informazione di legamento, e dove invece rimane intatto. Dovremmo anche noi arrivare alla tecnica di un Pindemonte, per leggere tutto Omero, anche là dove il poeta ritorna, con le riprese consuete agli aedi, a ripetere se stesso senza l’intensità della prima voce? 3 Quasimodo sceglie nei poemi omerici i brani che sente più congeniali, cercando di riportarne alla luce le valenze emotive: Di Omero ho tradotto millecinquecento versi dell’Odissea […] come per Virgilio, ho tentato una misura d’esametro libera da monotone cesure, da ripetibili accenti, chiamiamoli di consenso ritmico, cercando di raggiungere quella serena e smemorata aura di racconto che risulta da una lettura dei poemi omerici. Un’antologia, dunque, e questa volta con un’evidente preferenza per uno, anzi che per l’altro romanzo omerico. 4 Ciò significa che Quasimodo non rifiuta la poesia epica, anzi, pone sullo stesso piano lirica ed epica. Si preoccupa di “attualizzare” la parola omerica. Traducendo dall’Odissea, scioglie i nessi composti, modifica gli epiteti, riduce e omette i “legamenti formali” tipici della tecnica espressiva greca. Il poeta intende liberare i classici dalla costrizione filologica che li lega ai ricordi scolastici. Per questo elimina gli epiteti ripetitivi che accompagnano un nome: “veloci” o “curve” le navi; “occhiglauca” o “glaucopide” Atena; il generico attributo dell’eroe. O, viceversa, scioglie un aggettivo esornativo in una frase. La tecnica usata per entrambe le traduzioni omeriche è identica, nonostante i tempi diversi in cui vengono eseguite. Tuttavia l’Odissea risulta un testo più congeniale a Quasimodo e viene tradotta, con gli altri testi di quel periodo, nel momento più tragico della guerra. Ulisse diviene così simbolo dell’uomo esiliato: dalla natura, dall’amore, dalla patria. L’Iliade esce postuma, nel 1968, con illustrazioni di Giorgio De Chirico. Anche qui, si tratta di “episodi scelti” (Incontro di Glauco e Diomede, Ettore e Andromaca, Giochi funebri in onore di Patroclo. Il pugilato…); anche qui, Quasimodo rivolge la propria attenzione ai singoli nuclei poetici. 3 Quasimodo, Salvatore, Traduzioni dai classici, in Il poeta e il politico e altri saggi, cit., p.75 4 Quasimodo, Salvatore, Traduzioni dai classici, in Il poeta e il politico e altri saggi, cit., pp. 75-76

Anteprima della Tesi di Maria Stefania Dutto

Anteprima della tesi: Quasimodo traduttore di Neruda, Pagina 4

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Maria Stefania Dutto Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

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