Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

MASSUD di Ettore Mo. Vita, imprese e morte del ''Leone del Panshir'' Ahmad Shah Massud nelle corrispondenze dell'inviato del ''Corriere della sera'' Ettore Mo

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

9 militare. Fu questa la prima prova dell’intervento diretto statunitense nel conflitto russo – afghano; prima di allora, infatti, il presidente americano Ronald Reagan aveva contribuito alla Jihad solo indirettamente, con lo stanziamento di fondi coperti. All’inizio del 1987 il nuovo presidente offrì una tregua ai ribelli afghani, in cambio della promessa del ritiro delle truppe sovietiche; ma l’offerta fu respinta all’unanimità dai sette partiti della coalizione che volevano la ritirata immediata dell’Armata Rossa, senza condizioni. Da allora Ettore Mo ritornò varie volte in Afghanistan, sempre clandestinamente, attraverso i passi proibiti: il Paese, infatti, rimase sigillato fino al 1988, anno in cui i russi si ritirarono definitivamente. In quell’anno Mo si illuse che fosse giunta l’ora di tornare in Afghanistan, ma per la prima volta a viso scoperto, non da clandestino come aveva fatto negli ultimi nove anni: «Illusione, ci vollero quattro anni buoni perché i mujaheddin della jihad avessero la meglio sul regime filo sovietico di Najibullah rimasto in sella dopo l’esodo dell’Armata Rossa». 5 Ma la guerra continuò anche successivamente, nonostante l’avvento al potere dei leader della Santa Alleanza, Massud in testa, che avevano installato un governo islamico nell’aprile 1992: «La pace non si addice all’Afghanistan. La guerra civile sarebbe continuata per altri due anni almeno, e non nel nome di Allah…una guerra alimentata solo dalla sfrenata ambizione del leader dello Hezb-i-Islami, Hekmatayr il quale, deciso a spodestare il presidente Rabbani ed il primo ministro Massud, scaricava quotidianamente sulla capitale tonnellate di missili e bombe facendo più morti che durante l’invasione sovietica». 6 5 E. Mo, “Kabul”, Rizzoli, Milano, 2001, p 150 6 ibidem

Anteprima della Tesi di Maria Letizia Napoli

Anteprima della tesi: MASSUD di Ettore Mo. Vita, imprese e morte del ''Leone del Panshir'' Ahmad Shah Massud nelle corrispondenze dell'inviato del ''Corriere della sera'' Ettore Mo, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Maria Letizia Napoli Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5087 click dal 26/11/2004.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.