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Il traffico degli esseri umani

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16 2.1 Le origini e i primi esempi di normativa. Il termine tratta deriva dal verbo latino tractare che significa dare per ricevere, commerciare con carattere di continuità, e che ha un’affinità etimologica con il verbo trahere, trasportare. La tratta, pertanto, presuppone il trasporto, nel quale si è spesso fatto risiedere il momento consumativo del reato: trasporto al fine di commerciare18. Le ipotesi di tratta che, storicamente, vengono considerate per prime hanno come soggetti passivi gli schiavi. Il mondo antico ha conosciuto la schiavitù come elemento connaturale ed ineliminabile della vita associativa al punto da regolarla con disposizioni ad hoc19. Gaio e Marciano20 affermano che l’istituto della schiavitù fa parte dello ius naturale: si tratta, infatti di un’istituzione originaria, universale, razionale ed equa. Ulpiano e Fiorentino considerano, invece, la schiavitù un elemento dello ius gentium, dato che per lo ius naturale tutti gli uomini nascono liberi. Tuttavia non riducono la validità di questo istituto, ma ne giustificano l’esistenza in quanto è il risultato stesso dello ius gentium. In effetti i Romani, come d’altronde anche i Greci, accettarono senza riserve l’ordinamento schiavistico. Consideravano come un atto di grande misericordia l’asservimento da parte del vincitore del perdente, che si vedeva in questo modo risparmiata la vita e che in cambio doveva subire l’esercizio di ogni genere di diritto. L’individuo sconfitto in battaglia diviene in questo modo servus. 18 Sola, La tratta degli schiavi, in “Critica penale- Rivista di dottrina, giurisprudenza e criminologia”, diretta da Angelo De Mattia, Ponte Nuovo Editrice, Bologna, Anno XLVI, Fascicolo I-II, Gen/Giu 1990. 19 Milani, La schiavitù nel pensiero politico, Giuffré, Milano, 1972.

Anteprima della Tesi di Roberta Maggio

Anteprima della tesi: Il traffico degli esseri umani, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Roberta Maggio Contatta »

Composta da 189 pagine.

 

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