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Metodologie e prime applicazioni sperimentali per la gestione strategica degli atenei

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11 Le università, anche se sorte spontaneamente come libere, subirono progressivamente l'ingerenza dello Stato e quasi tutte finirono per diventare istituti di Stato. La breve analisi proposta trascura i primi ottocentocinquanta anni di storia e incomincia dall’unificazione d’Italia, momento in cui si può far coincidere la nascita del sistema universitario nazionale. La prima legge dell’Italia unificata fu la legge Casati del 1859, che incorporò le università nell'organizzazione diretta dello Stato; esse divennero così istituti dell'amministrazione statale, come suggerito dall’ordinamento napoleonico. Nel 1870 sono 23 le università esistenti in Italia, di cui 17 sono collocate nel Centro-Nord, 3 in Sicilia, 2 in Sardegna e una a Napoli. Durante il ventennio fascista, nonostante il tentativo della riforma Gentile di andare nella direzione dell’autonomia gestionale e amministrativa, gli interventi dei ministri Bottai e De Vecchi negli anni Trenta finirono con il consegnare alla Repubblica un sistema governato in modo centralista. La riforma GentileTP 3 PT, inoltre, attribuì alle lauree puro valore accademico ed introdusse l’esame di stato per l’abilitazione alle professioni. Tale distinzione è ancora oggi vigente. Il sistema universitario italiano definito dalla Repubblica continua ad ispirarsi all’ordinamento napoleonico, come sottolineato da Einaudi [1962], ed attribuisce allo Stato il ruolo di primo attore per quanto concerne il diritto ed il dovere di provvedere all’insegnamento, non escludendo però la “concorrenza” di enti privati, subordinata quest’ultima ad alcune condizioni mirate ad uniformare i trattamenti di studenti e docentiTP 4 PT. Introduce inoltre un accenno all’autonomia degli atenei, che tornerà ad essere la caratteristica essenziale del sistema col passare del tempo. TP 3 PT La riforma dell’istruzione italiana risale al 1923. TP 4 PT “Art. 33. – L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. E’ prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi per l’abilitazione all’esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello stato”.

Anteprima della Tesi di Marco Frecchio

Anteprima della tesi: Metodologie e prime applicazioni sperimentali per la gestione strategica degli atenei, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Marco Frecchio Contatta »

Composta da 325 pagine.

 

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