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Pratiche per l'equità nella scuola dell'autonomia: due casi di studio.

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15 In questo caso, assumendo come “data la struttura delle istituzioni richiesta dall’eguale libertà e dall’equa eguaglianza delle opportunità, le aspettative di coloro che sono in una situazione migliore sono giuste se e solo se funzionano come parte di uno schema che migliora le aspettative dei membri meno avvantaggiati dalla società. […] Le ineguaglianze sociali ed economiche devono essere a) per il più grande beneficio dei meno avvantaggiati e b) collegate a cariche e posizioni aperte a tutti, in condizioni di equa eguaglianza delle opportunità” (Rawls, op. cit., 77). Ci sono delle disuguaglianze, quindi, che secondo il principio di differenza vanno considerate giuste. Con il principio di equa eguaglianza di opportunità, Rawls indica un principio di eguaglianza che non sia solo formale, ma che dia effettivamente a tutti un’equa possibilità di raggiungere determinate posizioni. Questo principio si aggancia al precedente e non permette di considerare come giusto le posizioni che non siano aperte a tutti, anche se tutti ne trarrebbero i maggiori benefici. “L’idea è che le posizioni non devono essere aperte soltanto in maniera formale, ma che tutti dovrebbero avere un’equa possibilità di ottenerle. […] Si può affermare che coloro che possiedono abilità e inclinazioni simili dovrebbero avere le medesime possibilità di vita. Più precisamente coloro che hanno lo stesso grado di abilità e talento e la medesima intenzione di servirsene, dovrebbero avere le stesse prospettive di riuscita, indipendentemente dal loro punto di vista all’interno del sistema sociale, cioè indipendentemente dalla classe di reddito in cui sono nati” (ibidem, 75). Un limite di questo principio risiede nel fatto che non sarà possibile raggiungere una perfetta uguaglianza delle opportunità finché esisterà l’istituzione della famiglia. Rawls presume, infatti, che il talento sia influenzato direttamente dallo status della famiglia di origine. Le altre tre interpretazioni sono: ƒ Sistema della libertà naturale: scaturisce dall’incrocio del principio di efficienza 3 e quello dell’eguaglianza come carriere aperte ai talenti. Secondo questo sistema, una struttura fondamentale che soddisfa il principio di efficienza e in cui le cariche sono aperte a coloro che sono dotati, condurrà ad una distribuzione giusta. 3 Il principio di efficienza nasce originariamente come principio da applicarsi al sistema economico, quindi alla distribuzione di merci o al sistema di produzione, e non alle istituzioni.

Anteprima della Tesi di Nausica Iencenelli

Anteprima della tesi: Pratiche per l'equità nella scuola dell'autonomia: due casi di studio., Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Nausica Iencenelli Contatta »

Composta da 188 pagine.

 

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