Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Modello giapponese e produzione snella: sviluppi ed applicazioni nell'industria automobilistica occidentale

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

5 Il JIT si basa su quattro requisiti fondamentali (Bonazzi, 2000), ognuno dei quali comporta rilevanti conseguenze organizzative: 1) L’eliminazione delle risorse ridondanti, considerate spreco. All’opposto dell’officina delle fabbriche fordiste, ricche di scorte per fronteggiare le situazioni critiche, il modello giapponese punta su un officina minima dove si realizzi una “produzione snella” (Womack et. al. 1991). Tale officina richiede meno scorte, meno spazi, meno movimenti di materiale, tempi di allestimento più brevi, meno addetti, meno apparati informativi e tecnologie più frugali. Una filosofia di essenzialità pervade l’officina, dove è sempre in corso una “caccia” allo spreco (muda). Il concetto di spreco è molto vasto e va dalla presenza di materiali inutili ai movimenti superflui, dai tempi morti alle produzioni non immediatamente richieste dal mercato. Il processo congnitivo e di miglioramento continuo che viene così innestato è detto in giapponese kaizen. L’utilizzo di una tecnologia frugale (dove per frugale non si intende “arretrata” ma quanto più possibile semplice e manovrabile dagli operatori) insieme alla riduzione delle scorte consente di poter provvedere a rapidi e frequenti allestimenti dei macchinari per cambiare di produzione ed accorciare i tempi di transito ogni qual volta le esigenze della domanda lo richiedano. 2) Il coinvolgimento dei dipendenti nelle decisioni riguardanti la produzione. E’ così superata del tutto la divisione burocratica del lavoro prevista da Taylor tra progettazione ed esecuzione. Nel sistema giapponese le mansioni hanno confini poco precisi e i dipendenti sono sollecitati a partecipare alle decisioni riguardanti la produzione. La manifestazione più evidente è nel principio di “autonomazione” (da “autonomia” e “automazione”, in giapponese jidoka), che impone agli operai di interrompere il flusso produttivo ogni qual volta si riscontrano delle imperfezioni, segnalandolo tramite indicatori

Anteprima della Tesi di Francesco Scardicchio

Anteprima della tesi: Modello giapponese e produzione snella: sviluppi ed applicazioni nell'industria automobilistica occidentale, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesco Scardicchio Contatta »

Composta da 172 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 17590 click dal 30/11/2004.

 

Consultata integralmente 40 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.