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Delocalizzazione produttiva e occupazione femminile: il caso di un calzaturificio veronese

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16 Oltre al fatto che le donne più attive sono anche le più istruite, esse presentano modelli di partecipazione al mercato del lavoro molto simili a quelli maschili: si può ritenere che il bisogno di autorealizzazione e la motivazione a proseguire un percorso lavorativo gratificante coesistano con il desiderio di mettere a frutto anni di investimento in istruzione 10 . Tuttavia, accanto ad un miglioramento quantitativo e qualitativo della realtà lavorativa delle donne, continuano a persistere forme di svantaggio femminile. Benché ormai da parecchi anni l’offerta di lavoro femminile sia in crescita, la posizione sul mercato del lavoro di uomini e donne non ha infatti subito considerevoli mutamenti. Lo squilibrio di opportunità in base al sesso inizia già all’ingresso nel mondo del lavoro 11 . Esiste infatti una forma di segregazione che riguarda la formazione: gli stereotipi guidano anche le scelte educative delle ragazze, che si concentrano maggiormente in percorsi umanistici rispetto a quelli tecnici; la segregazione formativa è un fenomeno di squilibrio tra i sessi nell’ambito del sistema educativo, che prelude al conseguente squilibrio di opportunità tra donne e uomini al momento dell’ingresso nel mercato del lavoro. Il fenomeno della disoccupazione femminile è un ulteriore segnale di squilibrio. Il Rapporto annuale Istat 2002 12 evidenzia per l’Italia un tasso di disoccupazione femminile del 13.1% rispetto al 7.5% di quello maschile; è uno dei più alti rispetto agli altri paesi europei, secondo solo alla Spagna

Anteprima della Tesi di Francesca Targa

Anteprima della tesi: Delocalizzazione produttiva e occupazione femminile: il caso di un calzaturificio veronese, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesca Targa Contatta »

Composta da 207 pagine.

 

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