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Il maso chiuso

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6 Furono soggette a divisione soprattutto le aziende del fondovalle, mentre rimasero intatte quelle di alta e media montagna ove, oltre ad una più radicata tradizione, sussistevano e sussistono tuttora, condizioni agrario-forestali che consigliano la conservazione dell’ordinamento masale. La reintroduzione delle norme sul maso chiuso, avvenuta nel 1954, ha permesso di ristabilire il vecchio stato di cose, limitando così i danni che il boom economico, della seconda parte del XX secolo, ha arrecato, all’economia rurale, in altre parti del paese. La presenza a tutt’oggi dell’istituto solleva varie critiche, basate soprattutto sul fatto che esso non sarebbe che un residuo storico privo di valore attuale e contrario ad ogni moderna concezione. Secondo molti studiosi, infatti, la libertà di disporre dei propri beni è, una delle più evolute forme di società; tali autori ritengono che tutti i popoli dovrebbero già essere passati attraverso la fase del fondo ereditario, nei primi periodi della loro storia, per poi evolversi verso quel particolare tipo di economia in grado di garantire sia il benessere del singolo che quello della società. La persistenza dell’istituto e la sua sempre maggiore diffusione sembrano però dimostrare il contrario, o per lo meno, inquadrano il maso chiuso in una problematica più vasta e meno semplicistica:

Anteprima della Tesi di Barbara Pietra

Anteprima della tesi: Il maso chiuso, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Barbara Pietra Contatta »

Composta da 208 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.