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La giustizia materiale quale obiettivo del diritto intenazioanle privato

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4 La legge 218/95 ha allineato il nostro sistema di diritto internazionale privato a quello degli altri Paesi europei, risollevando il nostro Stato da una sorta di “isolamento normativo e scientifico”, nel quale appariva confinato e ha modificato il sistema introducendo alcune disposizioni che operano in base al METODO MATERIALE di risoluzione dei conflitti. Tale metodo ,attraverso un collegamento in partenza alternativo o solo sussidiario di più leggi, si propone di favorire il raggiungimento di uno specifico effetto di carattere sostanziale. La nuova legge ha realizzato le esigenze di armonia internazionale delle soluzioni e il principio di uniformità delle soluzioni concretizzantesi nell’intento , dei vari ordinamenti, di risolvere uniformemente i conflitti di legge al fine di soddisfare l’esigenza che ogni singola fattispecie possa ricevere dovunque la stessa disciplina in seguito all’applicazione della medesima legge o di più leggi almeno materialmente simili. Questa era, ed è ancor oggi, l’opinione più volte ribadita da Pagano il quale riprende il pensiero manciniano che proponeva di giungere ad una codificazione internazionale e che nel 1865 dovette scontrarsi con i tempi non ancora maturi.Nella nuova legge il legislatore ha abbandonato i postulati positivistici basati sull’esclusività ed universalità dell’ordinamento, ispirati alla dottrina di Kelsen, a favore della concezione istituzionistica facente capo a Santi Romano. Espressione di questo cambiamento di prospettiva è la nuova legge di riforma del sistema italiano i diritto internazionale privato e processuale. Si pensi all’art. 7, 1°comma della L.218/95 che ha sostituito l’art. 3 c.p.c. e prevede che, nel caso in cui sia eccepita la previa pendenza all’estero della medesima lite, successivamente introdotta i Italia, il giudice italiano può sospendere il giudizio se ritiene che il provvedimento straniero sia suscettibile di produrre effetti in Italia . Inoltre dispone che il processo possa essere riassunto , su istanza della parte interessata , nei casi in cui il giudice abbia declinato la propria giurisdizione o il provvedimento straniero non sia stato in concreto riconosciuto.Con questa nuova disposizione il legislatore ha eliminato le ambiguità che si erano verificate in passato quando operavano l’art.3 c.p.c. combinato disposto con l’l’t. 797 n. 6 c.p.c. Un’altra novità è rappresentata dalla cittadinanza che non figura più quale titolo generale di giurisdizione ma come criterio speciale nei casi stabiliti dalla legge come nell’art. 32 e negli articoli 22, 2°comma, 37, 40, 44 e 50. Altra importante innovazione è quella riguardante l’accoglimento del rinvio e in particolare la figura del rinvio in favorem. La legge 218/95 è frutto di un lungo iter legislativo iniziato dieci anni prima ed elaborato in base al progetto di una Commissione appositamente istituita dal Ministero di Grazia e Giustizia.Nel Disegno di legge n. 1192 del 29 aprile 1993 il rinvio era escluso e non vi erano disposizioni che accoglievano in via generale delle deroghe a tale esclusione, fatta eccezione per quanto stabilito all’art. 54 par. 3 in materia di contratti. In tal modo il Progetto di Legge si basava sul principio dell’uguaglianza materiale della lex fori e delle leggi straniere, in maniera uguale al vigente sistema.Inoltre il disegno di legge distingueva tre categorie
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La giustizia materiale quale obiettivo del diritto intenazioanle privato

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Informazioni tesi

  Autore: Roberta Caragnano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Vincenzo Starace
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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