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Elementi postcoloniali e postmoderni nell'opera di Salman Rushdie e Hanif Kureishi

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9 Tale sistema ha sostenuto la distinzione ontologica ed epistemologica tra ‘oriente’ da un lato e ‘occidente’ dall’altro, tra un ‘noi’ europei e un ‘loro’ orientali. Oltre al testo di Said, si prenderanno in considerazione le opere critiche di Homi K. Bhabha e Gayatri C. Spivak. Tutti e tre fanno parte di quella che Robert Young ha chiamato “The Holy Trinity” del criticismo postcoloniale. Mentre di Bhabha verranno discussi i concetti di mimicry e di hybridity, di Spivak sarà considerato il discorso dei subaltern groups. Nel famoso saggio Can the Subaltern Speak?(1988) l’autrice solleva la questione se le classi subalterne, cioè quelle che rappresentano la parte meno privilegiata della società, possano parlare per se stesse o se invece siano condannate ad essere conosciute e rappresentate da altri, che parlano per esse in maniera distorta e interessata. Come afferma Rita Monticelli, Spivak conclude che i testi occidentali non possono presentare il punto di vista degli altri. 19 Nel secondo paragrafo si partirà dalla definizione di postmoderno, termine: applicable to a number of heterogeneous styles and products which, in different ways, reacted against the modernist aesthetic 19 “In uno dei suoi saggi più conosciuti, Three Women’s Texts and a Critic of Imperialism(1989), Spivak rilegge Jane Eyre di Charlotte Brontë attraverso Wide Sargasso Sea di Jena Rhys. Così la storia di Jane, eroina della letteratura inglese e della critica letteraria euro-anglocentrica, si apre a problematiche meno rassicuranti in cui centrale è l’analisi dell’alterità. Nel testo della Brontë l’alterità è rappresentata da Bertha Mason, la moglie ‘folle’ e straniera di Rochester, che verrà sacrificata perché si realizzi il sogno bianco e borghese di Jane Eyre. Spivak, per evidenziare come il testo occidentale non possa presentare il punto di vista della donna nativa, creola, analizza Wide Sargasso Sea, che è la storia narrata dal punto di vista di Bertha Mason. Spivak, riprendendo la domanda critica se sia possibile parlare per l’altro/a, va oltre nella sua analisi fino a considerare la prospettiva di Christophine, la serva di colore di Antoinette(incarnazione di Bertha Mason) che a livello narrativo viene fatta sparire dalla scena per far proseguire la storia di Antoinette. Christophine non avrà più una voce, quella stessa che ha sostenuto a livello narrativo Antoinette, contro la storia di Jane Eyre. Dilatando l’interpretazione del testo, con l’immissione di parametri interpretativi come la ‘razza’ e analizzandolo dal punto di vista delle relazioni interne tra ‘differenze’, Spivak esemplifica uno dei maggiori rischi del femminismo eurocentrico, che è la obliterazione delle diverse realtà delle donne e il non tenere conto delle asimmetrie che esistono tra diverse appartenenze sociali, geografiche, storico- politiche”. Nota critica di Rita Monticelli nell’introduzione al testo di Gayatri C. Spivak, Morte di una disciplina, Roma, Meltemi, 2003, traduzione di Lucia Gunella, introduzione e cura di Vita Fortunati, p. 14

Anteprima della Tesi di Elisa Congiu

Anteprima della tesi: Elementi postcoloniali e postmoderni nell'opera di Salman Rushdie e Hanif Kureishi, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Elisa Congiu Contatta »

Composta da 218 pagine.

 

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