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In nome del “dovere”. Selezione e formazione degli operatori dell'ordine

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9 Nell’ottobre 1919 il governo Nitti diede vita alla Regia Guardia di Pubblica Sicurezza (25.000 uomini impegnati nell’ordine pubblico) “che, contrariamente a quanto previsto per il precedente corpo, viene considerata come parte integrante delle forze armate dello Stato”, e gli Agenti Investigativi (8.000 uomini con incarichi di alta qualificazione professionale). “Fu una scelta di matrice essenzialmente politica: ossia il frutto del tentativo di riassorbire tutti gli elementi di disordine che potevano essere costituiti dalla disoccupazione post bellica degli ex combattanti rientrati dalla Prima Guerra Mondiale e privati di sbocchi nelle forze armate dello Stato”. Entrambi i Corpi vennero sciolti nel 1922. Tre anni dopo, nel 1925, con Regio Decreto, “la Regia Guardia venne sciolta e fu costituita la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, di cui si servì il regime nei primi anni di assestamento. “Si trattava di una polizia non inquadrata nell’organizzazione statale e fedele sotto il profilo politico”(11). Appena consolidato il fascismo, Mussolini volle ricostruire la p.s. che tornò alla denominazione di Corpo di Agenti di p.s., contemporaneamente la Milizia venne privata delle attribuzioni di polizia”. “La pressione cui vengono sottoposti gli uomini della P.S. determina situazioni di scontento sempre più frequenti e condizioni di vita estremamente disagiate: non ci sono orari prestabiliti di lavoro, non è previsto il giorno di riposo settimanale, gli stipendi sono ancora molto bassi, gli alloggi per coloro che non hanno

Anteprima della Tesi di Giuseppina D'auria

Anteprima della tesi: In nome del “dovere”. Selezione e formazione degli operatori dell'ordine, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Giuseppina D'auria Contatta »

Composta da 250 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.