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In nome del “dovere”. Selezione e formazione degli operatori dell'ordine

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10 famiglia sono inadeguati se non malsani; inoltre il Regolamento prescrive un’età per contrarre il matrimonio (28 anni) oppure avere maturato almeno sei anni di servizio, ma tutto è subordinato a rigorosi accertamenti sulla moralità della futura consorte e della sua famiglia fino alla 7° generazione: uno zio suicida o un nonno incarcerato possono costituire motivo ostativo alle nozze (12)”. A ciò si abbina una gerarchia impreparata, inefficiente, spesso guidata esclusivamente da interessi personali, che si serve dei regolamento militari per rendere ancora più gravosa la vita dei dipendenti, in molti casi compiendo soprusi. Per fare un esempio dei condizionamenti sulla vita affettiva e sociale delle Guardie, Paloscia racconta che “quando la fidanzata era in attesa di un figlio la soluzione era il matrimonio religioso. Tutto doveva avvenire in gran segreto, come per Renzo e Lucia, altrimenti l’agente correva il rischio di restare senza lavoro (13). Dal punto di vista del lavoro i mezzi tecnici di cui dispone la P.S. sono vetusti (nell’immediato dopoguerra si vanno a ripescare le jeep ed i mezzi pesanti abbandonati dagli alleati), mancano collegamenti radio, le stesse suppellettili vengono fornite da qualche occasionale benefattore. Le voci di dissenso sono fidamene annullate grazie alle cosiddette ‘aggregazioni (giustificate formalmente con esigenze di servizio) che si trasformano in trasferimenti dei responsabili. Altra arma in possesso dei vertici della P.S. è l’allontanamento coattivo dall’Amministrazione: si tratta di un provvedimento sempre praticabile nei

Anteprima della Tesi di Giuseppina D'auria

Anteprima della tesi: In nome del “dovere”. Selezione e formazione degli operatori dell'ordine, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Giuseppina D'auria Contatta »

Composta da 250 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.