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Le Brigate rosse da Tarantelli a D'Antona sulle pagine del Corriere della Sera

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8 contribuisce a mantenere alta l’attenzione intorno alla questione terroristica e promuove sul Corriere riflessioni che abbracciano entrambi i «terrorismi» nostrani. Qualcosa di simile accade per il delitto di Forlì. L’attentato al senatore Ruffilli viene infatti portato a termine in un periodo già di per sé eccezionale: a Napoli, pochi giorni prima, c’è stato un attentato di matrice islamica, mentre i riflettori di tutto il mondo sono puntati sulla delicata situazione palestinese che sta vivendo uno dei suoi momenti più violenti. Questa premessa è solo per spiegare come in un simile contesto sia difficile, passato un primo momento di clamore, trovare articoli che trattino del solo delitto Ruffilli senza toccare anche l’attentato di Napoli o il terrorismo internazionale. Il periodo di copertura dell’evento dura circa 17 giorni, ma si suddivide in due fasi: una prima settimana che si presenta più intensa, con trattazione quotidiana, presenza in prima pagina e una o due pagine monografiche che negli ultimi giorni vanno a diminuire, mescolandosi ad altri argomenti; e una seconda settimana in cui la trattazione è meno assidua e gli articoli finiscono nelle pagine interne del quotidiano fino a sparire del tutto. Diversa, invece, la copertura giornalistica del delitto D’Antona. Questa volta ci troviamo di fronte ad un caso isolato che può usufruire di tutta l’attenzione disponibile: la copertura giornalistica è estremamente più ampia anche se per durata eguaglia quella per Ruffilli. Nella prima settimana l’attentato gode di ampio respiro: ci sono numerose pagine monotematiche (il 22 maggio si tocca un apice di otto pagine dedicate all’argomento, più l’apertura della prima pagina) per i primi undici giorni successivi all’omicidio. Quindi improvvisamente svanisce. Tornerà dopo un paio di giorni per un avvenimento di cronaca almeno all’apparenza strettamente collegato con l’omicidio (diverse personalità politiche ricevono lettere anonime con proiettili al loro interno), ma sarà solo il canto del cigno prima della sua definitiva scomparsa dalle pagine del quotidiano. Si può obbiettare che nel frattempo il quotidiano ha vissuto importanti cambiamenti, il cui risultato più evidente è la struttura della pagina: nel 1999 questa si presenta più dinamica nella composizione dei moduli e notevolmente alleggerita rispetto alla pagina che leggevamo nell’85; molte foto e ricostruzioni grafiche danno respiro alla pagina e molto più bilanciato è il rapporto tra il testo e lo spazio bianco, con il risultato di una più facile lettura. Così facendo però nel foglio c’è posto per un minor numero di articoli, che vanno distribuiti nell’arco di più spazio: ciò spiegherebbe il maggior numero di pagine che il quotidiano dedica al delitto D’Antona. Ma questo è solo uno degli effetti del processo di “settimanalizzazione della notizia”, vale a dire quella tecnica attraverso la quale ogni
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Le Brigate rosse da Tarantelli a D'Antona sulle pagine del Corriere della Sera

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Informazioni tesi

  Autore: Eva Esposito
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Giovanni Gozzini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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