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La valutazione degli impatti ambientali e sociali nelle politiche e nei progetti della Banca Mondiale. Tematiche specifiche relative alla biodiversità

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11 disponibilità delle informazioni necessarie per decisioni razionali su progetti di investimenti pubblici e privati, al fine di individuarne e valutarne gli effetti ambientali negativi, così da potere adottare misure per prevenirli o comunque minimizzarli; ciò con l’ulteriore obiettivo di delineare eventuali progetti alternativi grazie ad un’ampia partecipazione delle forze sociali interessate 24 . La V.I.A. ha quindi il compito di evitare che vengano progettati e realizzati investimenti pubblici e privati con effetti insostenibili per gli equilibri ambientali. Gli obiettivi attribuiti alla V.I.A. sono però ambigui (mitigazione degli impatti o scelta tra progetti alternativi) e ciò si riflette nelle diverse concezioni dei vari Organismi Internazionali. Nell’Unione Europea la V.I.A. dovrebbe essere regolamentata dalla Direttiva 85/337/CE, dovrebbe, perché questa norma è stata “vittima” di sempre più sofisticate interpretazioni e di proposte di miglioramenti, ma, come la Commissione ha rimarcato, non è mai stata efficacemente attuata dagli Stati membri. Fondamentale è stata considerata l’adozione di procedure trasparenti 25 affinché tutte le forze sociali interessate alla realizzazione di un determinato progetto di investimento, soprattutto nel caso in cui questo comporti mutamenti ambientali di grande rilievo, dovrebbero essere preventivamente informate circa il grado e il numero degli impatti ambientali che ne potranno derivare al fine di proporre in modo dettagliato gli opportuni interventi di mitigazione. A questa interpretazione si è potuti pervenire grazie alla forte pressione esercitata dall’opinione pubblica, alla quale il Parlamento Europeo ha saputo efficacemente dar voce. La funzione essenziale della V.I.A., secondo la metodologia applicata nella UE, è quindi quella in cui emerge il ruolo dei “tecnici” (ingegneri, architetti, geologi, chimici, biologi, ecc.): all’individuazione degli effetti materiali negativi per l’ambiente causati da un investimento, da un’opera o da una particolare politica (ad esempio nell’ambito della pianificazione del territorio) messi in atto sia dal settore pubblico che privato, segue la misurazione di tali effetti in termini quantitativi e di nocività che è propedeutica alla loro minimizzazione attraverso opportuni interventi di mitigazione. 24 Ibid. 25 Querini, G., (1999): Il ruolo dell’ economista nella valutazione di impatto ambientale: metodologie e prassi negli organismi internazionali, in Economisti Ambientali Italiani: atti della quarta riunione, pagg. 321-322.
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La valutazione degli impatti ambientali e sociali nelle politiche e nei progetti della Banca Mondiale. Tematiche specifiche relative alla biodiversità

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Malvasi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Ambientale
  Relatore: Giulio Querini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 256

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