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Il surrealismo e la visione: René Magritte e Alexandre Alexeieff

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2 1_IL CONCETTO DI SURREALTÀ Il termine “surrealtà” è relativamente recente: è stato adottato in omaggio al poeta Guillaume Apollinaire 1 nel secondo decennio del XX secolo dallo scrittore francese André Breton (Tinchebray, Orne 1896-Parigi 1966), fondatore del movimento che da esso trae origine, il Surrealismo 2 . Nel primo Manifeste du Surréalisme, datato 1924, Breton ne dà la seguente definizione: SURREALISMO, n.m. Automatismo psichico puro col quale ci si propone di esprimere, sia verbalmente, sia per iscritto, sia in qualsiasi altro modo, il funzionamento reale del pensiero. Dettato del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale. ENCICL. Filos. Il surrealismo si fonda sull’idea di un grado di realtà superiore connesso a certe forme d’associazione finora trascurate, sull’onnipotenza del sogno, sul gioco disinteressato del pensiero. Tende a liquidare definitivamente tutti gli altri meccanismi psichici e a sostituirsi ad essi nella risoluzione dei principali problemi della vita [….]. 3 Come dichiara Breton, la “surrealtà” è una realtà superiore, più intensa, frutto dell’integrazione tra mondo fisico e mondo onirico, l’esigenza della quale è avvertita a causa di una situazione di grave crisi storica e culturale. Di fronte a tale crisi, il surrealismo cerca di dare risposte costruttive al problema della scissione tra libertà individuale e norme sociali, tra forze inconsce e realtà, là dove il dadaismo, movimento artistico di poco precedente, aveva reagito ostentando una violenta volontà dissacratoria con l’obiettivo di scandalizzare la morale costituita. La critica radicale ai valori sociali e morali codificati, il rifiuto di qualunque convenzione formale o stilistica, la teorizzazione della libertà intesa come forma suprema della vita e della poesia sono tutti principi ripresi dal surrealismo ma, ispirandosi a Marx e Freud 4 , esso intende trasformare 1 Il termine “surrealismo” era stato lanciato da Apollinaire negli ultimi anni della sua vita ed era poi stato accolto presso i gruppi del “cubismo” letterario o che si ispiravano ai principi apollinairiani dell’“Esprit nouveau”. 2 Breton afferma di voler designare col nome di SURREALISMO il nuovo modo di espressione pura di cui si trovò a disporre; l’omaggio ad Apollinaire, morto da poco, era dovuto al fatto che il poeta francese gli era parso obbedire ad un impulso del genere, senza tuttavia sacrificarvi alcune mediocri risorse letterarie. Breton afferma anche che avrebbe potuto impadronirsi della parola SUPERNATURALISMO usata da Gérard de Nerval nella dedica delle Filles du feu, poiché vi ravvisava quello spirito a cui intendeva riferirsi lui stesso. 3 Breton, A., Manifestes du Surréalisme, Pauvert, Paris, p. 30 (tr. it. di L. Magrini, Manifesti del surrealismo, Einaudi Editore, Torino 1987). 4 Sul tema dell’influenza delle teorie freudiane sul surrealismo, si veda oltre, CAP. I, paragr. 4.2 e 4.3.

Anteprima della Tesi di Roberta Carrera

Anteprima della tesi: Il surrealismo e la visione: René Magritte e Alexandre Alexeieff, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Roberta Carrera Contatta »

Composta da 256 pagine.

 

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