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Ernesto de Martino e l'esorcismo culturale: dal simbolo mitico-rituale all'umanesimo integrale

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12 In senso psicologico-protettivo le pratiche magiche hanno sempre successo per coloro che vi sono impegnati, e in senso psicosomatico possono anche facilitare la guarigione: ma ciò che le mantiene è la regolarità del successo psicologico-protettivo e non la eccezionalità e la irregolarità delle effettive guarigioni organiche. 25 D’altra parte i comportamenti magici non documentano affatto un’altra logica, ma soltanto l’adattamento della coerenza tecnica dell’uomo a quel particolare fine che è la protezione della presenza individuale dal rischio di smarrirsi: rispetto a tale funzione le tecniche magiche svolgono una coerenza che in sé non è affatto minore di quella impiegata per il controllo realistico della natura e per la fabbricazione di strumenti materiali. L’equivoco nasce quando si giudica la magia sullo stesso piano e rispetto alla stessa finalità della scienza moderna: col risultato o di non poter più distinguere le pratiche magiche e la stessa vita religiosa dai deliri e dalle aberrazioni della mente umana, o di postulare una «struttura» della mentalità primitiva che «impedirebbe» di vedere come stanno realmente le cose. […] Non si nega quindi che una pratica magica possa per es. agevolare il buon esito di una battuta di caccia, ma nessuna civiltà poté mai rinunziare a cacciare realmente: e i cacciatori del paleolitico non hanno mai optato per i soli disegni magici di animali con frecce fitte nelle carni. 26 Nella vita magico-religiosa c’è la consapevolezza dell’esistenza di una dimensione profana, realistica e razionale: Malinowski mise […] in evidenza come, nella concretezza della vita culturale funzionante del mondo primitivo, non soltanto i comportamenti razionali governavano di fatto la sfera delle attività profane, ma non mancava neppure una coscienza relativamente precisa della distinzione fra i due tipi di comportamento, il profano-razionale e il sacro-magico: gli indigeni ritenevano entrambi indispensabili per la vita individuale e per quella collettiva, senza che fra di essi insorgesse un conflitto, dato che mancano le esperienze culturali che, nella storia dell'Occidente, hanno reso questo conflitto inevitabile. 27 Per Malinowski gli stessi comportamenti magici divengono incomprensibili se non si stabilisce di volta in volta il loro nesso con i momenti critici dell'esistenza quotidiana, nella concretezza di un determinato regime di esistenza e nei limiti che, nella civiltà data, hanno i procedimenti razionali di comportamento efficace. 28 In Sud e magia, la teoria intorno al nesso crisi-riscatto è verificata attraverso l’indagine dell’ideologia magico-religiosa propria dei ceti subalterni del Meridione: 25 E. De Martino, Sud e magia (1959), Feltrinelli, Milano 1996 (6° ed.), pp. 31-32. 26 Ivi, pp. 193-194, nota 3. 27 E. De Martino, Magia e civiltà, Garzanti, Milano 1962, p. 189. 28 Ivi, p. 203.

Anteprima della Tesi di Christian Giacobbo

Anteprima della tesi: Ernesto de Martino e l'esorcismo culturale: dal simbolo mitico-rituale all'umanesimo integrale, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Christian Giacobbo Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

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