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Ernesto de Martino e l'esorcismo culturale: dal simbolo mitico-rituale all'umanesimo integrale

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13 La ideologia della forza magica, della fascinazione, della possessione, della fattura e dell'esorcismo offre un quadro rappresentativo stabile, socializzato e tradizionalizzato nel quale il rischio di alienazione delle singole presenze si converte in ordine metastorico, cioè in un piano sul quale può essere effettuata la ripresa e la reintegrazione del rischio; d'altra parte ripresa e reintegrazione del rischio possono aver luogo nella misura in cui la negatività attuale o possibile del divenire possono essere ritualmente destorificati. Si profila così il secondo momento protettivo della magia, il mito in quanto exemplum risolutore dell'accadere e il rito in quanto iterazione del mito. 29 La tecnica magica lucana ferma la crisi in un orizzonte mitico-rituale che maschera la storicità del divenire e la consapevolezza della responsabilità individuale. La crisi del cordoglio (che accompagna la perdita di una persona cara) va considerata come un altro caso particolare del rischio di perdere la presenza. L’antico lamento funebre lucano, studiato in Morte e pianto rituale, è un sistema di destorificazione istituzionale (azione rituale circoscritta da un orizzonte mitico) della morte. Sempre in quanto tecnica del piangere il lamento funebre antico concorre, nel quadro della vita religiosa, a mediare determinati risultati culturali; ciò significa che attraverso i modelli mitico-rituali del pianto sono mediatamente ridischiusi gli orizzonti formali compromessi dalla crisi, e cioè l'ethos delle memorie e degli affetti, la risoluzione poetica del patire, il pensiero della vita e della morte, e in genere tutto il vario operare sociale di un mondo di vivi che si rialza dalle tombe e che, attingendo forze dalle benefiche memorie di ciò che non è più, prosegue coraggiosamente il suo cammino. 30 La morte della persona cara deve trasformarsi nel nostro farla morire interiormente (ricordandone il meglio della sua vita). È necessario oltrepassare la situazione critica – in questo caso la morte della persona cara – in modo che tale situazione non torni in forma irrisolvente facendo prigioniera la presenza. La destorificazione istituzionale del divenire si compie mediante un ordine mitico (l’orizzonte operativo del rito) e un correlativo comportamento rituale. …la vita religiosa nasce innanzi tutto come ripresa che arresta la alienazione della presenza in una configurazione definita (mito) e in un orizzonte operativo che stabilisce un rapporto con l'alienazione così arrestata e configurata (rito). In quanto tutt'altro il mito è metastoria, ambito separato dal profano, ma in quanto alienazione arrestata e configurata e al tempo stesso trattenuta in un comportamento separato da quello profano, il mito è azione drammatica rituale, e si prolunga necessariamente in essa. Qui è dato già scorgere il carattere tecnico della ripresa religiosa, poiché in luogo della alienazione 29 E. De Martino, Sud e magia, cit., p. 103. 30 E. De Martino, Morte e pianto rituale nel mondo antico, cit., p. 58.

Anteprima della Tesi di Christian Giacobbo

Anteprima della tesi: Ernesto de Martino e l'esorcismo culturale: dal simbolo mitico-rituale all'umanesimo integrale, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Christian Giacobbo Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

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