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Storia economica di Roma antica, dalla fondazione della città al crollo dell'Impero

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6 Per quanto riguarda l’artigianato, i Romani preferivano acquistare manufatti di elevata qualità e statue per decorare i propri templi, presso gli Etruschi o le città greche del sud Italia, mentre dedicavano i frutti della propria opera, di qualità decisamente inferiore, all’utilizzo quotidiano e per i lavori più umili. Infatti, i ritrovamenti archeologici di utensili estremamente rozzi dimostra come la produzione propria si limitasse a soddisfare le esigenze di vita quotidiana. La leggenda fa risalire al re Numa Pompilio la suddivisione e l’organizzazione in corporazioni di mestiere di artigiani ed operai (più precisamente: flautisti, orefici, calzolai, tintori, falegnami, cuoiai, fabbri e vasai). Senza dubbio si tratta di un’anticipazione storica, dato che risulta impensabile che ci fossero già corporazioni di mestieri in epoche così antiche. 4 Il vero motore, però, che portò alla trasformazione di Roma da piccolo centro a città, fu sicuramente il commercio: presso Ostia sorgevano infatti alcune importanti saline che distribuivano il sale attraversando il Tevere. Si può supporre che la città esigesse dei dazi come un castello feudale in cambio di protezione militare delle merci e del denaro. Questo pone interessanti quesiti riguardo alla monetazione: questi traffici sono, molto probabilmente, il motore che porterà, anni dopo, alla vera e propria monetazione romana, risalente al 269 a.C., che rappresenta, senza alcun dubbio, uno dei dati più 4 Plinio il Vecchio (23 – 79 d.C.), Naturalis Historia, trad. it. Storia Naturale, Torino, Einaudi, 1983, edizione diretta da Gian Biagio Conte, Libro XXXIV 1,1. Informazioni sull’autore tratte dal libro Maiores, cit. pag 455, 456. L’autore fu soprannominato così per distinguerlo dal nipote Plinio il Giovane. Di ricca famiglia equestre perì a causa della celeberrima eruzione del Vesuvio che seppellì Ercolano e Pompei. L’opera venne completata e consegnata all’imperatore Tito nel 78 e rappresentò il risultato di venticinque anni di lavoro senza interruzioni. Quest’opera è divisa in ben 37 libri con, in tutto, circa 40.000 informazioni tra dati, notizie ed osservazioni e si prefiggeva di raccogliere e catalogare tutto lo scibile umano del tempo. Nonostante, in realtà, rappresentasse un regresso, rispetto alla scienza alessandrina, nella matematica, nella fisica e nella cosmografia, la Naturalis Historia venne letta da intere generazioni divenendo, nel Medio Evo il testo scientifico per eccellenza, consultato per qualsiasi motivo.

Anteprima della Tesi di Luca Leonardo Garofalo

Anteprima della tesi: Storia economica di Roma antica, dalla fondazione della città al crollo dell'Impero, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Luca Leonardo Garofalo Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

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