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Efficienza e redditività delle Società di Gestione del Risparmio

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7 conseguente attenuarsi, fino quasi ad annullarsi, del differenziale fra i tassi italiani e quelli degli altri Paesi europei. Inoltre la diminuzione del debito pubblico, essenziale per poter esser parte dell’UME e quindi dell’Euro, ha portato le pubbliche amministrazioni a perseguire saldi di cassa positivi e di conseguenza ad una costante diminuzione dello stock di titoli emessi. Nel corso degli anni novanta si è dunque visto un processo di riallocazione degli investimenti, che ha portato ad un profondo mutamento della composizione del portafoglio delle famiglie italiane. Grazie alla diminuzione della quota di ricchezza detenuta sotto forma di liquidità e all’aumento dei volumi trattati sui mercati finanziari, sia obbligazionari che di rischio, peso crescente ha assunto il risparmio gestito, visto sia come strumento di delega delle scelte di asset allocation che come mezzo per aumentare l’esposizione in attività con un maggior profilo di rischio-rendimento. Inoltre, a seguito delle privatizzazioni e del crescente ruolo nel mercato di emittenti corporate, si è assistito ad un trasferimento di risparmio da emittenti pubblici a privati, favorito dall’asset allocation e dal risk management di investitori istituzionali: si concretizza così l’ascesa del risparmio gestito, la cui quota di ricchezza detenuta è passata dal 10% del PIL del 1990 al 94% del 2000. Lo scoppio della bolla speculativa di fine anni novanta e la contrazione dei listini a seguito della crisi economica di inizio millennio ha certamente attenuato la corsa a strumenti di risparmio gestito, a favore di investimenti in attività reali quali gli immobili. Il ruolo degli investitori istituzionali, tuttavia, non viene a meno: il valore aggiunto della diversificazione, esigenza sempre più sentita alla luce dei recenti scandali, e la professionalità del pianificare le risorse delle famiglie, senza tralasciare il crescente bisogno di una seria previdenza integrativa, accrescono di importanza sia l’operato degli investitori istituzionali che il risparmio stesso, in quanto rientra in un’ottica più ampia di impiego correlato alla pianificazione e alle esigenze future dei singoli risparmiatori. Ecco dunque che si non si parla più di risparmio legato a logiche di market timing, come accaduto alla fine del precedente millennio, bensì di necessità e di obiettivo, a fronte di una realtà sociale mutevole che vedrà l’attenuarsi delle coperture sinora offerte dal Welfare e contestualmente l’innalzamento della speranza di vita.

Anteprima della Tesi di Riccardo Semeghini

Anteprima della tesi: Efficienza e redditività delle Società di Gestione del Risparmio, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Riccardo Semeghini Contatta »

Composta da 202 pagine.

 

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