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Il grado della colpa

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ragionamento diverso, il cui punto di partenza può essere individuato nel disposto dell’art. 203 c.p., norma dettata, come noto, in materia di misure di sicurezza. Dato che, si afferma, tale disposizione, dopo aver definito “socialmente pericolosa” una persona “quando è probabile che commetta nuovi fatti preveduti dalla legge come reati”, dispone che tale qualità si desume dalle circostanze indicate dall’art. 133 c.p., quindi anche dagli indici di valutazione attinenti alla gravità del reato, può di conseguenza essere affermato che il “grado della colpa” (così come l’intensità del dolo e gli altri indici di valutazione cui fa riferimento il c. 1 dell’art. 133 c.p.) costituisca un elemento di valutazione della pericolosità del reo. Dato poi che tra il concetto di capacità a delinquere e quello di pericolosità si afferma sussistere una differenza meramente quantitativa, essendo la prima la disposizione o inclinazione dell’individuo a commettere fatti in contrasto con la legge penale, la seconda la molto rilevante attitudine di una persona a commettere un reato, ecco che, analogamente a quanto accadeva nella ricostruzione esaminata nel paragrafo precedente, il grado della colpa diviene un importante elemento del giudizio relativo alla pericolosità – capacità a delinquere del reo.

Anteprima della Tesi di Riccardo Benvenuti

Anteprima della tesi: Il grado della colpa, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Riccardo Benvenuti Contatta »

Composta da 254 pagine.

 

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Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.