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''Il mestiere delle Armi'' di Ermanno Olmi: Forma, enunciazione, rappresentazione della morte

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8 1.1 INQUADRAMENTO STORICO Entro le coordinate della corte del 1500 con la volontà di adeguazione ai codici d’onore, alla tecnica di governo, alla ragion di stato, alle leggi di cavalleria nel Mestiere delle Armi possiamo riconoscere una struttura dualistica: una conflittualità fatta di spinte e contro-spinte, riflesso di una intera epoca, e della crisi di identità che attraversò il passaggio dal Medioevo al Rinascimento. - La corte è la sede del potere regale, è il solo modo che consenta il raggiungimento del Potere, ma allo stesso tempo viene mostrata un’insofferenza per tutto quanto vi è di rigido e artificioso: gerarchia, etichetta, intrighi, invidie, rancori e tradimenti. - L’attrazione per il voluttuoso: amore svincolato da ogni legge morale, perso nel piacere dei sensi (relazione Joanni de’Medici e la nobildonna di Mantova) e l’ amore matrimoniale. - Alla Guerra come manifestazione di eroismo e forza si contrappone una considerazione più grave e dolorosa che vede nella lotta e nella strage una necessità inevitabile e anche qualcosa di atroce e disumano che genera sofferenza e lutto(armi da guerra e Macchiavelli). - Alla Religione come celebrazione di grandezza del potere temporale si contrappone una religiosità più intima, autentica e sofferta; nella precarietà dell’ esistenza e della vanità delle belle apparenze emerge il bisogno di purificazione interiore, la necessità di entrare nella morte con consapevolezza. Non è una figura nuova quella del vecchio profeta-sacerdote che grida, invano, contro la sua gente.

Anteprima della Tesi di Emma Minelli

Anteprima della tesi: ''Il mestiere delle Armi'' di Ermanno Olmi: Forma, enunciazione, rappresentazione della morte, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Emma Minelli Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.