Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il concorso esterno nei reati associativi

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

12 § 1.1 L’elemento oggettivo: il nesso causale L’esistenza del rapporto di causalità tra la condotta e l’evento è la condizione prima ed imprescindibile, anche se non sufficiente, per l’attribuibilità del fatto criminoso al soggetto 20 . E’ l’art. 40 c.p. a sancire tale principio, ma la sua solenne consacrazione è inserita nell’art. 27 Cost., che sancisce che “la responsabilità penale è personale” . Ma proprio l’applicazione del criterio causale ha per conseguenza un’estensione enorme dell’ambito della punibilità e la rinuncia ad una tipizzazione chiara e tassativa dei contributi concorsuali punibili. Poiché alla base del concorso esterno vi è un fondamento politico- criminale, questo ha fatto sì che anche il minimo contributo causale risultasse punibile; da ciò discende per esempio la possibilità di punire la mera presenza sul luogo dell’esecuzione o la mera adesione, quando esse abbiano “rafforzato il proposito criminoso” altrui 21 . La disciplina del concorso si trasforma, così, in una sorta di clausola di ipertutela di beni giuridici, orientata alla copertura di qualsiasi lacuna relativa alle fasi ideativa, preparatoria ed esecutiva del reato 22 . La complessità dell’accertamento causale ha consentito l’affermarsi di un orientamento giurisprudenziale che, avallato da parte della dottrina, cerca di erodere la necessità di una dimostrazione del rapporto eziologico dando cittadinanza a criteri di imputazione esclusivamente soggettivi. Questo orientamento, che ritiene integrato il concorso come si è detto, 20 Art. 40 c.p. “Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l’evento dannoso o pericoloso, da cui dipende l’esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od omissione”. 21 PIVA, Presenza sul luogo del reato ed effettività del contributo concorsuale, in Cass. Pen. 2003, 1531 e ss. 22 Sul punto, con particolare riferimento al principio di personalità della responsabilità penale, cfr. soprattutto DONINI, La partecipazione al reato tra responsabilità per fatto proprio e responsabilità per fatto altrui, in Riv. It. Dir. Proc. Pen. 1999, 182 ss., 233 ss., 242 ss.

Anteprima della Tesi di Giulia Masi

Anteprima della tesi: Il concorso esterno nei reati associativi, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giulia Masi Contatta »

Composta da 157 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 12066 click dal 30/12/2004.

 

Consultata integralmente 52 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.