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I coproliti del giacimento di Pietraroia (BN): analisi morfologica ed ipotesi paleoecologiche.

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18 D) Echinodermi Di questa classe fu ritrovato un unico esemplare da D’Argenio, mentre altri due,ritrovati più recentemente, non sono ancora stati pubblicati. Questi esemplari indicano sempre acque basse e in particolare, l’esemplare studiato indicherebbe alta velocità di sedimentazione e rapidità di indurimento del fango. E) Cefalopodi Solo di recente (Barbera & Macuglia, 1999) sono state ritrovate per la prima volta delle ammoniti, ricondotte al genere Trochleiceras. Esse forniscono la testimonianza del periodico contatto tra le acque di Pietraroja e il vicino mare della Tetide. F) Pesci Sono i vertebrati più abbondanti del giacimento; alcune specie o addirittura generi li ritroviamo nelle calde acque tropicali attuali.Alcuni poi sono chiaramente attribuibili all’ambiente di scogliera tropicale (Bravi, 1998). Il fatto che i resti si trovino in ottimo stato di conservazione ( mancata disarticolazione sebbene lo scheletro abbondi di ossa e sia fragile, e in più le scaglie ancora in posizione anatomica )può essere spiegato dalla mancanza di “scavengers” e da seppellimento rapido. Da questi elementi D’Argenio deduce che sono pesci di acque basse e calde.

Anteprima della Tesi di Giuseppe Russo

Anteprima della tesi: I coproliti del giacimento di Pietraroia (BN): analisi morfologica ed ipotesi paleoecologiche., Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Giuseppe Russo Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.