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I coproliti del giacimento di Pietraroia (BN): analisi morfologica ed ipotesi paleoecologiche.

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11 strati. I microfossili più frequenti in tali strati sono: foraminiferi, rappresentati dalle cuneoline (Cuneolina camposauri e C. laurenti) e da Orbitolina, associata a Textularidae, Miliolidae, Vulvunidae e Ophtalmididae; da alghe, tra cui salpingoporelle ( Salpingoporella mulbergi, S. Dinarica), Thaumatoporella parvovesiculifera e codiacee. Alcuni autori (Bravi 1995) sulla base di tale associazione micropaleontologica,comparata anche a serie analoghe dell’Appennino Meridionale, attribuiscono tutta la serie al Cretacico Inferiore. Inoltre gli stessi autori hanno rilevato sulla parte sommitale della successione la presenza di Ovalveolina reicheli De Castro,sia nel substrato di calcari detritici su cui poggia l’orizzonte ittiolifero più basso che nelle intercalazioni detritiche della parte bassa dello stesso livello ittiolitico, permettendo l’attribuzione all’ Albiano di questi due orizzonti e degli strati immediatamente sottostanti.Un’associazione data da Orbitolina spp, Salpingoporella dinarica ed oogoni di Caracee è presente nella parte sommatale, posta oltre i calcari ad ittioliti; tale livello è conosciuto come “livello a Orbitolina”.La trasgressione miocenica tronca in cima questa successione cretacica ed è caratterizzata da calcari biostromali a litoamni, Ostreidi, pettinidi e briozoi e marne siltose ad Orbulina. Bravi (1995) individua due diversi Plattenkalk,divisi in I e II; l’affioramento nel giacimento delle Cavere sarebbe proprio il “II” . Il bacino ittiolifero sarebbe così circoscritto all’interno di esso ,in netta “variazione litologica rispetto ai calcari dendritici circostanti”.

Anteprima della Tesi di Giuseppe Russo

Anteprima della tesi: I coproliti del giacimento di Pietraroia (BN): analisi morfologica ed ipotesi paleoecologiche., Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Giuseppe Russo Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

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