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Dal divieto d'interposizione nella manodopera alla somministrazione di lavoro

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5 L’interposizione come fenomeno sociale può essere fatto risalire al primo manifestarsi nella realtà economico-sociale di quello che verrà poi definito lavoro subordinato 3 . Invece la considerazione giuridica del fenomeno si situa in tempi molto più vicini. Dopo alcune disposizioni in materia all’inizio del secolo scorso 4 , è l’art. 2127 cod. civ. che detta finalmente una disciplina legislativa repressiva del fenomeno: “È vietato all'imprenditore di affidare a propri dipendenti lavori a cottimo da eseguirsi da prestatori di lavoro assunti e retribuiti direttamente dai dipendenti medesimi. In caso di violazione di tale divieto, l'imprenditore risponde direttamente, nei confronti dei prestatori di lavoro assunti dal proprio dipendente, degli obblighi derivanti dai contratti di lavoro da essi stipulati”. I.2 Il generale divieto di intermediazione e d’interposizione della l. 1369/1960 3 Cfr. ROMAGNOLI, Il lavoro in Italia. Un giurista racconta, Bologna, 1991, p. 41 ss. 4 In particolare cfr. art. 10 r.d. 13 marzo 1904, n. 141, “Regolamento per la esecuzione della legge (testo unico) 31 gennaio 1904 n. 51, per gli infortuni degli operai sul lavoro” (in Collezione celerifera, 1904, I, p. 817 ss.), che prevedeva che “il capo o esercente dell’impresa, industria o costruzione che dà a cottimo ai propri operai lavori da eseguirsi nel proprio stabilimento, officina o cantiere, permettendo loro di valersi per eseguirli di altri operai da essi assunti e pagati, è obbligato ad assicurare anche questi ultimi”; art. 10 T.U. sul lavoro delle donne e dei fanciulli approvato con r.d. 10 novembre 1907, n. 818 (ibidem, 1907, 1, p. 50 ss. che prevedeva che “(...) i proprietari, i gerenti, i direttori, gli impresari, i cottimisti che impieghino fanciulli o donne di qualsiasi età, devono adottare e fare eseguire, a norma del regolamento, tanto nei locali dei lavori e nelle relative dipendenze, quanto nei dormitori, nelle stanze di allattamento e nei refettori i provvedimenti necessari alla tutela dell’igiene, della sicurezza e della moralità (...)”. Cfr. RUDAN, L’interposizione nelle prestazioni di lavoro e la nuova disciplina degli appalti d’opere e servizi, in Riv. trim. dir. proc. civ., 1961, p. 834 s.; cfr. altresì MAZZOTTA, Rapporti interpositori e contratto di lavoro, Milano, 1979, p. 51 che ricorda anche l’art. 20 l. 16 giugno 1907 n. 327 sulla regolamentazione del lavoro in risaia ai sensi del quale il compenso per l’opera prestata deve essere versato interamente ai lavoratori, senza che l’intermediario possa vantare alcun diritto su tale somma.
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Informazioni tesi

  Autore: Clara Rita Longo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Antonio De Feo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 179

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