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Scorrimento viscoso e danneggiamento in compositi a matrice metallica

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SCORRIMENTO VISCOSO NEI METALLI 6 ƒ Una fase terziaria (III), detta creep terziario, con deformazioni molto rapide (l’allungamento percentuale cresce sempre più rapidamente nel tempo) fino a portare a rottura il provino. Questo periodo può essere ricollegabile sia ad una riduzione della sezione resistente (a livello macroscopico o microscopico) che a fenomeni di addolcimento. In una fissata condizione di prova, con sollecitazione iniziale ς 0 e temperatura T, le caratteristiche a creep di un materiale vengono spesso riassunte attraverso il tempo a rottura t r , la deformazione Η r ad esso corrispondente e la velocità di deformazione nella fase secondaria, indicata anche come resistenza creep. La minima velocità di creep corrisponde alla velocità di creep dello stadio stazionario: se questo manca, ciò può verificarsi ad esempio ad alti livelli di sollecitazione, oppure in particolari materiali l’analisi dei dati della minima velocità di creep non aiuta nell’identificazione del meccanismo di creep. L’osservazione di un ben definito stadio di creep stazionario dipende dall’inizio del terzo stadio. Per esempio, se il terzo stadio parte prima della fine del primo stadio, la minima velocità di creep risulta essere la somma algebrica delle velocità del primo e terzo stadio. Aumentando lo sforzo, l’ampiezza delle tre fasi diminuisce (figura 1.2). Dalla figura si osserva inoltre una deformazione istantanea iniziale Η 0 , che, pur non potendosi considerare un vero e proprio scorrimento, é importante in quanto può costituire una considerevole frazione della deformazione totale ammissibile. Questa deformazione iniziale può essere o totalmente elastica e cioè recuperabile con la rimozione del carico, oppure in parte elastica ed in parte plastica, e quindi non recuperabile. A temperature intermedie e per sforzi elevati si hanno ancora le tre fasi (figura 1.3), mentre per piccoli valori di sforzo scompare la terza fase e la deformazione, dopo il creep primario (che può essere molto lungo), aumenta linearmente nel tempo. Infine la terza fase è quasi sempre assente, alle basse temperature (figura 1.4). La “bassa temperatura” dipende dal materiale considerato ed è legata alla temperatura assoluta di fusione del materiale. Alle basse temperature il creep é caratterizzato da una sempre più lenta velocità di deformazione. Sia ad elevate che a basse temperature, ad un aumento dello sforzo corrisponde una maggiore deformazione elastica iniziale.

Anteprima della Tesi di Stefano Carlo Lessio

Anteprima della tesi: Scorrimento viscoso e danneggiamento in compositi a matrice metallica, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Stefano Carlo Lessio Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

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Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.