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La costruzione dell'identità di gruppo: il caso Hideout

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4 gratuitamente, dimostrava l’autenticità della volontà e passione di ciascuno nel mettersi alla prova e allenarsi in una sorta di palestra o trampolino di lancio che potesse realizzare sogni personali (il giornalismo culturale) e collettivo (dare vita a un progetto, una rivista, sentito comunemente e con lo stesso entusiasmo). Hideout cresce, nuovi collaboratori s’insediano in quella che già veniva chiamata “redazione”. Entro io, Fabio Falzone, entrano Lorenzo Lipparini, Alberto Brumana e Diego Farina. Giulia e Alessio smettono di scrivere per impegni lavorativi, presto non frequenteranno più le riunioni e la piccola comunità di Hideout. Siamo in undici. I nuovi “acquisti” apportano spunti per giovani rubriche: nasce la rubrica dedicata al cinema trash, grazie a un grande esperto del ramo: Alberto Brumana. Il lavoro di lettura comune dei pezzi diventa più difficoltoso, a causa del numero eccessivo dei collaboratori alle riunioni e della difficoltà a organizzare un gruppo ormai così numeroso e meno omogeneo del gruppo originale. Lo svolgimento delle riunioni trasloca molto facilmente dalla camera di Francesca Arceri al pub sotto casa, dove l’interazione si sente meno stretta dai piccoli spazi. Il risultato è anche quello di maggiore dispersione. Entra Raffaele Elia, il più anziano del gruppo. Dodici membri. L’11 marzo 2003, registravamo Hideout come rivista quindicinale al tribunale di Milano. Il cambiamento di rotta, che prendeva un verso più impegnativo, richiamò molti collaboratori nuovi. Il passaparola, condito con l’incentivo di partecipare a una rivista, portò il numero dei collaboratori a sedici. Entrano Fabia Abati, Claudia Triolo, Francesca Bertazzoni e Marco Valsecchi. Le prime tre contribuiranno con quantità e qualità a rinvigorire la sezione film in sala. Marco, detto Asse fonderà una nuova sezione dedicata interamente alla critica televisiva, una delle rubriche più seguite. Il valore aggiunto dell’attività era prodotto e sostenuto da persone affiatate, con una forte motivazione alla base. Questo gruppo di persone, unito da un progetto comune, divenne presto una vera e propria tribù di amici. Gli incontri settimanali, diventano occasione di socializzazione e intensificazione dei rapporti d’amicizia. La ritualità dell’incontro, dello

Anteprima della Tesi di Fabio Falzone

Anteprima della tesi: La costruzione dell'identità di gruppo: il caso Hideout, Pagina 4

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabio Falzone Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

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