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Le assemblee elettive locali nella transizione italiana. Analisi di un caso

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8 Capitolo secondo LEGGE N. 81 DEL 25 MARZO 1993 La Legge n. 81 del 25 marzo 1993 nasce, su un disegno di Legge presentato alla Camera dei Deputati (atto 72) dall’Onorevole Achille Occhetto e da Altri, il 23 aprile 1992. La discussione ed elaborazione del progetto di Legge fu assegnato alla 1° (prima) Commissione (Affari Costituzionali), in sede referente, il 4 luglio 1992 ed esaminata in più sessioni nel corso dei mesi d’ottobre e novembre dello stesso anno. La relazione scritta fu presentata all’Assemblea dal relatore On. Adriano Ciaffi il 20 novembre 1992 (atto 72/A) e la Camera dei Deputati, dopo numerose modifiche ed atti (18), la ha approvata in un Testo Unificato il 28 gennaio 1993. A questo punto l’iter legislativo ha portato il Progetto di Legge all’esame del Senato della Repubblica come Atto 940 ed ha assegnato alla Commissione Affari Costituzionali, in sede referente, il Testo Unificato approvato dalla Camera il 2 febbraio 1993, con pareri delle Commissioni 2°, 5°, 8°, per le questioni regionali. Il testo esaminato in aula nei primi 15 giorni di marzo fu approvato, con modifiche, il 16 marzo 1993. Ritornato alla Camera dei Deputati fu assegnato lo stesso giorno alla 1° Commissione Affari Costituzionali (atto 72/B) in sede referente. La relazione scritta fu annunciata il 23 marzo dal relatore On. Ciaffi (atto72/C) ed esaminata ed approvata con ulteriori modifiche, il giorno seguente. Il Senato della Repubblica (atto 840/B), dopo l’esame della 1° Commissione, approvò il testo definitivo il 25 marzo del 1993. La legge consta di 36 articoli suddivisi in quattro capi: Capo I: elezione degli organi comunali e provinciali In questa prima parte la Legge stabilisce la nuova composizione dei Consigli Comunali in base alle dimensioni demografiche delle Città, introducendo una sostanziale riduzione degli effettivi dei Consigli e il principio -nuovo per il sistema italiano- della disparità dei membri dell’Assemblea Consigliare. Fissa la durata del mandato del Sindaco, del Presidente Provinciale, dei Consigli ed i limiti di tali mandati. Poi vengono fissati i criteri per la sottoscrizione delle Liste e le date di svolgimento delle elezioni. Nell’articolo 5 vengono sanciti i criteri per l’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale nei Comuni con meno di 15.000: l’elezione dei Consiglieri Comunali avviene con sistema maggioritario, contestualmente all’elezione del Sindaco che avviene a turno unico. Ogni candidatura alla carica di Sindaco deve essere collegata ad una Lista, e una sola, di candidati alla carica di Consigliere Comunale, comprendente un numero di candidati non superiore al numero di Consiglieri da eleggere e non inferiore ai tre quarti ed in cui nessuno dei due sessi di norma è rappresentato in misura superiore ai due terzi. Questa norma relativa alla rappresentanza per sessi è stata successivamente abrogata perché ritenuta anticostituzionale dalla Corte Costituzionale e si è tuttora in attesa di una di una nuova normativa che disciplini questa materia anche in ambito locale dopo l’approvazione delle modifiche alle Leggi elettorali che concernono le elezioni europee e nazionali.

Anteprima della Tesi di Carlo Poggi

Anteprima della tesi: Le assemblee elettive locali nella transizione italiana. Analisi di un caso, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Carlo Poggi Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

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