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Il commercio di false reliquie nel Regno di Napoli

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7 1.3 La peste del 1656 Nel 1656, un altro evento sconvolge la vita dei Napoletani: la venuta della peste che determina un calo demografico nel vicereame ed in particolar modo a Napoli, al quanto notevole. Importato da soldati provenienti da una zona già infetta, probabilmente la Sardegna, il morbo dopo un naturale periodo di incubazione si manifesta ai primi giorni di maggio ed assume subito il carattere epidemico. Seppure un po’ in ritardo, vengono prese disposizioni per arginare e combattere il male e, tra l’altro, viene costituita la Deputazione della Salute Pubblica composta da rappresentanti di Seggi e da funzionari della sanità. Ma nonostante le misure prese il contagio dilaga a macchia d’olio e assume proporzioni spaventose. “Nel mese di luglio e nella prima metà d’agosto, cioè quando l’epidemia giunge all’acme, si contano fino a 4000 vittime al giorno” 6 . Queste cifre possono sembrare irreali ai nostri giorni ma bisogna tener conto dell’epoca in cui i fatti sono accaduti. Quel periodo è caratterizzato dal sovraffollamento della città (oltre 350 mila abitanti) con la conseguente carenza igienica, dell’assenza della profilassi dell’esiguo numero di medici e dell’arretratezza, nel suo insieme, nel campo sanitario. Le zone più colpite, come sempre avviene, sono quelle popolari: il Lavinaio, il Mercato, la Vicaria, il Pendino e il Porto. Non mancano gli episodi, normali a quei tempi, della caccia “all’untore”; questo è nell’ignorante e superstiziosa fantasia popolare il responsabile di quanto _________________ 6. A. Di Ambrosio, L. Palmieri, Storia di Napoli, Ed. Nuova E. V., Napoli 1995, p.141

Anteprima della Tesi di Nizar Fanelli

Anteprima della tesi: Il commercio di false reliquie nel Regno di Napoli, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere

Autore: Nizar Fanelli Contatta »

Composta da 219 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.