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La discrezionalità amministrativa nella disciplina del commercio al dettaglio in sede fissa

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12 Nell’Italia liberale, dunque, non esisteva un controllo pubblico del commercio così come oggi noi lo concepiamo. 6 Con l’epoca fascista la situazione cambia. Infatti, con l’avvento delle disposizioni normative sopra citate il legislatore per la prima volta si immette in una prospettiva di attenzione nei confronti dei complessi problemi che pone il settore commerciale, realizzando un tentativo di controllo e di razionalizzazione della presenza dei punti vendita sul territorio. La disciplina in esame, infatti, sottoponeva a licenza, da rilasciarsi da parte dei comuni, l’esercizio del commercio per la vendita al pubblico di merci sia all’ingrosso che al minuto, previo accertamento non più soltanto dei requisiti personali indicati nelle leggi di pubblica sicurezza, ma anche della sussistenza dei presupposti “commerciali” utili per consentire, nell’interesse generale, l’apertura di un nuovo esercizio. Più precisamente i comuni, nell’ambito della propria discrezionalità amministrativa in sede di rilascio di licenze commerciali, dovevano valutare se il numero di esercizi commerciali già esistenti fosse o meno già sufficiente alle esigenze del comune, tenuto conto dello sviluppo edilizio, della densità della popolazione e della ubicazione dei mercati rionali. E’evidente, ictu oculi, come tale valutazione, se da un lato superava la precedente visione liberista, dall’altro si caratterizzava per un grado eccessivo di discrezionalità, risultando gli elementi da valutare enunciati in materia del tutto generica. Nella 6 Il Borsi, nel suo scritto “Le funzioni del Comune italiano”, pubblicato sul Trattato di diritto amministrativo di V. E. Orlando, elencò in questo modo le attribuzioni che del comune in materia di commercio: spettava ai comuni di vigilare sull’igiene dei locali, di adattare, coi propri regolamenti, i precetti della legge sul riposo festivo alle esigenze locali, fissare gli orari dei negozi, che per alcune località potevano anche essere aperti la domenica mattina, controllare l’estetica ed il decoro delle insegne.
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La discrezionalità amministrativa nella disciplina del commercio al dettaglio in sede fissa

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Informazioni tesi

  Autore: Pierluigi Cavallo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giuseppe Caia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 215

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