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Gli obblighi del d.lgs 626/94: i soggetti innovativi

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3 mai condannato a pene detentive, come insegna l’esperienza giudiziaria in merito, porta fatalmente a quella generale e sistematica disapplicazione della normativa sulla sicurezza del lavoro, che tutti con motivazioni diverse lamentano. Anche la normativa tecnica presenta lacune ed incertezze che discendono dalla rigidità e vecchiezza delle disposizioni, tali da presentare caratteristiche differenziate da settori a settori tecnologici e persino nell’ambito di uno stesso settore, con l’esigenza di soluzioni specifiche e passibili di aggiornamento costante in rapporto al progresso tecnologico, senza quei meccanismi di consulenza e di assistenza, a cui la nuova normativa di derivazione comunitaria fa ampiamente ricorso 5 . In questo contesto il legislatore italiano ha proceduto al recepimento della direttiva quadro e delle sette direttive particolari. In generale, il quadro normativo di riferimento consiste: - nell’art.32 della carta costituzionale, il quale ha carattere precettivo, considera la salute un «fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività» 6 ; - nell’art.2087 del codice civile, il cui titolo “Tutela delle condizioni di lavoro” inserito nel libro V° che tratta del lavoro, e che recita: «L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro»; - nell’art.9 dello Statuto dei Lavoratori, il quale coinvolge i lavoratori stessi, mediante le loro rappresentanze, nella prevenzione degli infortuni mediante il diritto del controllo sulla applicazione delle norme, nonché nella prevenzione, ricerca elaborazione, attuazione delle misure idonee a tutelare la loro salute ed integrità fisica 7 . 5 Le carenze in tale campo si sono accentuate a seguito della soppressione dell’ENPI e dell’ANCC. Che svolgevano attività di consulenza con centinaia di pubblicazioni ed opuscoli ed a seguito dell’orientamento della dottrina e della giurisprudenza che non escludeva in caso di adempimento della diffida dell’ispettore del lavoro la punibilità da parte del soggetto che avesse regolarizzato la situazione. Sia sui profili della consulenza che sulla natura dell’intervento di vigilanza appare evidente il mutamento di rotta da registrare. 6 SALERNO, BERNARDINI (a cura di), Prevenzione e sicurezza sul lavoro, Cedam, Padova, 1996 7 PACILIO, Aspetti penali e profili di costituzionalità del Decreto Legislativo n.626/1994, in Diritto delle Relazioni Industriali, 1995, n.1, p.13 ss.

Anteprima della Tesi di Enzo Fabbri

Anteprima della tesi: Gli obblighi del d.lgs 626/94: i soggetti innovativi, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Enzo Fabbri Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

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