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La gestione delle società di calcio: performance e circolo vizioso. Alcuni casi a confronto

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11 1.2 La riforma del 1966 La riforma del 1966 ha radici lontane, già nel 1959 l’allora presidente della Lega Nazionale Professionisti, Giuseppe Pasquale, facendo riferimento alla crisi economico-finanziaria del calcio italiano, evidenzia i lodevoli sforzi dei presidenti effettuati per sanare i bilanci, ma si dichiara convinto di un recupero del disavanzo. La situazione è, però, più complessa poiché prima del riordinamento del 1966 le associazioni calcistiche navigano in acque agitate senza alcuna forma di regolamentazione, controllo e responsabilità. In pratica esse sono gestite per cassa: gli esborsi di gestione al netto dei proventi da cessione giocatori e da contributi, costituiscono il cosiddetto “deficit”, che viene assunto dai nuovi dirigenti al momento di subentrare ai cedenti. Una soluzione è rinvenuta nell’imposizione di uno statuto-tipo ai sodalizi sportivi di serie A e B al fine di uniformarne le regole relative all’organizzazione, al funzionamento ed allo scioglimento. L’oggetto sociale è definito all’articolo 3 stabilendo che “La società ha per oggetto la formazione, la preparazione e la gestione di squadre di calcio nonché di ogni altra attività calcistica in genere nel quadro, con le finalità e con l’osservanza delle norme e delle direttive della F.I.G.C. e dei suoi organi.” Le principali norme introdotte mediante lo statuto sono: 1. obbligo di adottare la forma giuridica delle società per azioni (articolo 1); 2. l’assenza del fine di lucro (articolo 3 comma 1); 3. impossibilità di ripartire gli utili fra i soci in caso di scioglimento (articolo 22); 4. obbligo di devolvere le somme residue ad un fondo di assistenza del C.O.N.I., dopo la definizione dei rapporti con i terzi e la restituzione ai soci del capitale versato (articolo 23); 5. al socio recedente deve essere corrisposta una somma non superiore al valore nominale delle azioni delle quali è titolare (articolo 5 comma 2 e articolo 6 comma 2); Questo tipo particolare di società di azioni configurato per le compagini calcistiche professionistiche, ha determinato forti discussioni in ambito giuridico: numerosi erano inizialmente coloro che ne proclamavano la nullità a causa della mancanza del lucro soggettivo, elemento essenziale al tipo societario in questione. In particolare con la delibera del Consiglio Federale del 16 settembre 2 , si dispone di sciogliere i Consigli direttivi delle associazioni calcistiche professionistiche e di nominare un Commissario straordinario per ciascuna di esse con pieni poteri gestionali, per la durata minima di un anno, a 2 Tale delibera è pubblicata nel Bollettino Ufficiale della F.I.G.C., n. 4 del 30 settembre 1966

Anteprima della Tesi di Giuseppe Baseggio

Anteprima della tesi: La gestione delle società di calcio: performance e circolo vizioso. Alcuni casi a confronto, Pagina 6

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Giuseppe Baseggio Contatta »

Composta da 389 pagine.

 

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